di Marta Rosati
Sette chilometri di ferrovia, nove stazioni, ‘un’adolescente’, solo quindici anni, colpita da una gravissima forma di ‘vecchiaia precoce’. Sì perché, come dice Paolo, residente a Cesi, che ci accompagna in questo viaggio lungo i binari: «Siamo capaci di far invecchiare le cose, prima ancora di averle utilizzate».
VIAGGIO NELLA METRO FANTASMA (video)
Di cosa parliamo Il riferimento è chiaro, l’oggetto in questione è la metro di superficie Terni-Cesi. Nel lontano 2000 il Comune di Terni annunciò l’opera, finanziata dallo Stato, precisando che il soggetto attuatore sarebbe stata l’azienda di trasporto pubblico locale Umbria mobilità, in quanto stazione appaltante. «Il completamento dei lavori – era stato detto – è previsto per il 2003». Lo scorso anno fu un funzionario dell’ufficio lavori pubblici di palazzo Spada a giustificare l’eterna incompiuta: «Il Comune non c’entra niente – aveva detto Federico Nannurelli – è Um che deve realizzare l’opera. Noi possiamo solo svolgere un’azione di coordinamento delle interferenze, fra la linea ferroviaria e il territorio, sul sistema viario esistente: non siamo responsabili né del progetto, del quale fu preso atto ai tempi della giunta Ciaurro, né della sua attuazione».
Scaricabarile A quel punto, Umbria24 non ha fatto altro che rivolgersi direttamente all’azienda regionale dei trasporti e ha parlato col direttore tecnico Fagioli: «Stiamo andando avanti: la parte progettuale è stata approvata e il bando di gara è stato già predisposto; sarà pubblicato all’incirca fra un mese, non appena saranno terminati gli ultimi espropri dei terreni che interesseranno la tratta. Sono circa una decina, ma finché non verranno completati non possiamo andare avanti». Lo stesso Fagioli assicurò la disponibilità di risorse per finanziare l’opera, ma non si sbilanciò sui tempi di completamento.
Oggi Della metro Terni-Cesi si è tornato a parlare in occasione dell’ultimo consiglio comunale, grazie ad un’interrogazione presentata dal M5s. Come per magia, è spuntata di nuovo le questione espropri. Da quanto si apprende, gli stessi furono richiesti da Um per una serie di terreni privati che insistono nell’area dell’ex Tulipano, ma il Comune non avrebbe ancora proceduto a deliberarne la cessione bonaria. Ora la corrispondenza epistolare tra l’amministrazione comunale e l’azienda dei trasporti, mette in luce essenzialmente tre cose: ad aprile sarà disposta una nuova gara per il completamento dei lavori civili ed altri interventi annessi e connessi; serve una variante al piano regolatore; l’opera non sarà pienamente realizzata prima del 2018.
Allo stato attuale La gara previsto per il prossimo aprile sarà da 5.5 milioni di euro e più o meno attorno alla stessa cifra è stimato dalla Corte dei Conti il danno erariale provocato dall’eterna incompiuta, sulla quale è ancora in corso l’indagine delle Fiamme gialle. Costeggiando la linea ferroviaria, tanto per usare un’espressione profondamente ternana ‘Te vene da ride, te vene da piagne, te mitti a pensà…’. Da una parte vien da sorridere per la fantasia di certi writers (o muralisti che dir si voglia), che sui muri delle stazioni imprimono pensieri e disegni di ogni genere: il panorama offre frasi di spiccato romanticismo, dediche a sfondo sessuale, simboli politici e calcistici, edulcorati talvolta da un filo d’odio. In un secondo momento, cresce lo sconforto per quei soldi sperperati a vuoto, insieme all’angoscia di scoprire cosa si nasconda dentro il buio dei sottopassi, perché le strutture della metro mai partita vertono in uno stato di totale abbandono e degrado e l’unico suono che si percepisce è quello del silenzio. E allora, alla fine, ‘te mitti a pensà’: «Ma quale risposta potrà avere il bando programmato per aprile?».
Sel «Forse è arrivato il momento di fermarsi un attimo e di riflettere – scrivono dal circolo ternano di Sinistra ecologia e libertà -. La così detta metropolitana di superficie che dovrebbe unire Terni a Cesi è già costata oltre 10 milioni, con la prima parte dei lavori terminata nel 2009 (con sette anni di ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente). Il CIPE ha già reso disponibili altri 5,5 milioni per completare l’opera – si legge nel comunicato -. Questo dovrebbe avvenire, stando alle parole dell’Assessore Bucari, non prima del 2018. Se anche tale data venisse rispettata, nonostante i tempi previsti per espropri, variazioni del PRG, svolgimento della gara, assegnazione dell’appalto, esecuzione dei nuovi lavori e manutenzione delle fermate già realizzate, saremmo comunque di fronte a una realizzazione pensata più di vent’anni fa».
Gli interrogativi Una fotografia ineccepibile quella di Sel, che alla luce delle considerazioni scrive: «Ci si dovrebbe, laicamente, chiedere: serve ancora? L’utenza prevista ne renderà economicamente sostenibile l’esercizio? Veramente 3 anni e i fondi già stanziati saranno sufficienti?». Dal circolo ternano del partito evidenziano come, a inizio lavori, fu previsto lo sviluppo della linea fino a Piediluco, sulla tratta che conduce a Sulmona: «È ancora in gioco? – si chiedono – Non si potrebbe valutare la possibilità di utilizzare almeno parte di quei fondi, con maggiore e immediato beneficio per gli utenti e per l’ambiente, per rafforzare il servizio pubblico, anche sostituendo i mezzi più vecchi e inquinanti? E perché non realizzare intanto un collegamento ciclabile che da Borgo Rivo raggiunga il centro città?».
La metafora La conclusione della nota di Sel, è una quelle frasi che si definiscono ‘ad effetto’: «Il giocatore dilettante che al tavolo verde perde e continua a giocare per rifarsi, di norma, continua a perdere sempre di più. I professionisti sanno invece quando fermarsi».

Intanto i cittadini pagano!