Ex Milizia Terni

di Marco Torricelli

La faccenda era emersa in seguito alla minaccia del professor Angelo Vescovi, che aveva detto, senza mezzi termini, che se le cose non cambiano, lui è pronto a sbaraccare tutto ed a portare i laboratori di ricerca sulle cellule staminali da un’altra parte.

Le dimissioni Quello che aveva fatto scalpore, oltre ovviamente alla presa di posizione dello scienziato, era stato altro: le dimissioni, dalla fondazione Cellule staminali, di Francesco Quadraccia, vice presidente della fondazione Carit, socia fondatrice della prima e che ogni anno, dal 2006, le ha erogato tra i 100 e i 200mila euro.

I compensi A provocare curiosità era stato il fatto che Quadraccia, unico tra i membri del Cda di Cellule staminali, risultava precepire uno ‘stipendio’ annuale per l’incarico svolto e che, denuncia Andrea Liberati, presidente di Italia Nostra, il professor Angelo Vescovi non avrebbe compreso le ragioni delle dimissioni di, secondo lui, garantiva ‘l’operatività’ dell’ente».

Il ministero Liberati ricorda che Italia Nostra ha richiesto «un approfondimento ministeriale, in particolare dell’ufficio vigilanza, su alcune fattispecie, tra cui la relazione finanziaria della fondazione Carit quale ente fondatore della fondazione Cellule staminali». E che da questo era emerso «che di 100mila euro che, annualmente, la Carit indirizzava alle ‘attività istituzionali’ della fondazione Cellule staminali, almeno il 24/25% veniva assorbito dai suoi stessi ‘organi istituzionali’ (lo stesso Quadraccia; ndr): ipoteticamente circa 100mila euro in quattro anni».

L’attacco Per quale ragione, chiede il presidente di Italia Nostra, «fondazione Carit non si è opposta alla remunerazione? Sono soldi sottratti alle speranze dei malati e adesso occorrono gesti riparatori dinanzi alla città e agli organi delle due fondazioni». Il primo dovrebbe essere questo: «Il vicepresidente della fondazione Carit, unico titolare di significativi compensi in seno all’organizzazione cellule staminali, restituisce tutto alla ricerca scientifica»; mentre il secondo spetterebbe «a quella parte del CdA che non ha verificato questi costi: si assume fino in fondo le proprie responsabilità, con un doveroso passo indietro».

La replica Francesco Quadraccia, sollecitato da Umbria24, replica – dopo una premessa – con i numeri e le date: «Io sono entrato in punta di piedi, a dicembre del 2010, nella fondazione Cellule staminali e con un uno scopo, quello di far decollare una ricerca che non certo solo io, ma che la fondazione Carit tutta ritiene importante e che viveva una impasse non certo determinata dal professor Vescovi e dalla sua equipe».

Tre anni A lui, racconta il vice presidente della fondazione Carit, furono affidate «tutte le deleghe e le conseguenti responsabilità relative all’intera attività di sperimentazione e quando;  a giugno del 2011, tre anni fa e non quattro dunque, su indicazione del presidente (il professor Enrico Geraci; ndr) il Cda ha voluto assegnarmi un compenso di 25mila euro lordi l’anno; l’ho interpretato come un riconoscimento per l’immediato impulso che l’intera attività aveva ricevuto».

La sperimentazione Impulso che, ricorda Francesco Quadraccia, «ha permesso di avviare, proprio dal 2011 ad oggi (il ministero dette il ‘via libera’ a marzo del 2011; ndr) la sperimentazione su undici pazienti, nessuno dei quali ha manifestato sintomi di rigetto, ai quali si aggiungerà il dodicesimo entro la fine di marzo». Un’accelerazione delle procedure, dopo che per cinque anni le cose avevano marciato a rilento «dovuta – spiega Quadraccia – ad una semplice operazione: mi sono rimboccato le maniche ed ho lavorato perché questo risultato si ottenesse».

Nessuna restituzione Ma, insomma, dopo essersi dimesso, quei soldi li restituirà? «Se lei fosse convinto, in coscienza ed anche con l’assoluta certezza che il lavoro svolto sia stato utile alla ricerca e, se me lo consente, anche alla città, lo farebbe? Io no, non lo farò». Ma allora perché si è dimesso? «Non certo perché ritenessi le due cariche incompatibili, anzi – dice Quadraccia – sotto questo profilo sono assolutamente sereno. Ma ho ritenuto di fare un passo indietro perché se c’è qualcuno convinto di poter fare meglio di me, questo è il momento di farsi avanti e dimostrarlo».

Il futuro L’impressione è che, alla fine, il Cda della fondazione Cellule staminali quelle dimissioni le respingerà e che la sortita del professor Vescovi avrà ottenuto lo scopo che, forse, si prefiggeva: quello di spingere i soggetti in campo a ‘serrare le fila’: non è apparsa casuale, per esempio, la decisione del sindaco, Leopoldo Di Girolamo, di subentrare all’assessore Sandro Piermatti proprio nel consiglio di amministrazione, in rappresentanza del Comune. Nei prossimi giorni il sindaco sarebbe intenzionato a dire la sua in una conferenza stampa.

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