Giubileo degli sportivi

«Non accontentatevi di un pareggio, ma spendete la vostra vita cercando sempre la vittoria». Così il vescovo Giuseppe Piemontese durante le celebrazioni per il Giubileo degli sportivi di ogni età e provenienza ospitato domenica al camposcuola Casagrande di Terni e in cattedrale.

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Giubileo degli sportivi Vieni a fare festa tra amici nella squadra di Gesù lo slogan della manifestazione, promossa dalla Diocesi e dal comitato regionale del Coni, e aperta da un’esibizione dei giovani ballerini della danza sportiva dell’Umbria e dai saluti delle autorità regionali e cittadine. Tante le rappresentative intervenute: della Lega nazionale dilettanti al Centro sportivo italiano, fino alla Federazione provinciale Pallavolo, Federazione Pattinaggio, all’Unione sportiva Acli e numerose associazioni sportive del territorio che attraverso i propri rappresentati hanno consegnato il loro gagliardetto al vescovo Piemontese in ricordo della giornata celebrata insieme.

Vescovo: «Spendete la vostra vita cercando sempre la vittoria» Al camposcuola Casagrande domenica sono quindi intervenuti il presidente del Coni regionale Domenico Ignozza, il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, il delegato del Coni di Terni Stefano Lupi, il vicepresidente regionale del Coni Moreno Rosati, il vicepresidente regionale Fabio Paparelli, l’assessore allo sport del Comune di Terni Emilio Giacchetti, il questore di Terni Carmine Belfiore e il colonnello dei carabinieri Giovanni Capasso. A tutti gli sportivi presenti si è rivolto il vescovo Piemontese che ha ricordato il valore formativo dello sport attraverso alcune frasi proprie del gergo sportivo: «Scendere in campo. è lì che si viene scelti e ci si sente orgogliosi; ma bisogna anche allenarsi se si vuole fare bella figura». E ancora: «Mettersi in gioco nella vita e nello sport: sono espressioni divenute usuali che rimandano alla vita quotidiana. Non accontentatevi di un pareggio mediocre, ma date il meglio di voi stessi e spendete la vostra vita cercando sempre la vittoria. Un’altra espressione è il fair play, che ognuno interpreta a modo suo – ha sottolineato il presule – ma la sua caratterizzazione principale è l’onestà, la limpidezza nella pratica sportiva, realizzare un codice etico che mette da parte la violenza, il doping, la corruzione l’eccesso di mercato e di commercializzazione, il fair play è il contrario di tutto questo».

La processione in cattedrale Nell’omelia il presule ha anche affermato: «Correre verso la meta, un’esperienza bellissima che ci richiama il senso di tutta la vita che tende sempre verso la meta. Dobbiamo anche ricordare che verso la meta non si corre da soli, ma si arriva insieme, e allora si può festeggiare. In questo giubileo della misericordia possiamo correre insieme verso la meta, avendo misericordia e pazienza gli uni e verso gli altri e anche verso noi stessi, perché non sempre riusciamo a dare e produrre i risultati che vorremmo. Ma soprattutto accogliamo la pazienza che Dio ha con noi per farci ricominciare sempre una nuova partita». Al termine della celebrazione è seguita la processione dal camposcuola, lungo il percorso pedonale della passeggiata fino in Cattedrale per il passaggio della Porta Santa e la benedizione conclusiva.