di Massimo Colonna
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Il Comune di Terni pubblica il nuovo regolamento per i volontari civici e già arrivano le prime critiche. «I giovani vengono sacrificati sull’altare del consenso regionale», scrive Andrea Fabbri di Rinascita socialista, candidato al consiglio regionale per la lista di Claudio Ricci. La frecciata arriva perché nella delibera di giunta che aggiorna il regolamento la fascia di età indicata per partecipare va dai 55 ai 75 anni di età.
Ecco il nuovo regolamento Con la delibera 111 del 22 aprile scorso la giunta Di Girolamo ha approvato il nuovo regolamento, dettando di fatto le linee guida di questa figura comunale, nata nell’ambito delle politiche del decentramento (in particolare con le circoscrizioni) per svolgere funzioni di utilità pubblica in alcuni settori. Nel nuovo documento in particolare si punta l’attenzione su «cura degli spazi pubblici, aiuto sociale, interventi di collaborazione per i settori cultura, educazione e giovani». I volontari che vorranno concedere la propria disponibilità saranno poi selezionati con «procedure di evidenza pubblica», come si legge nella delibera, e retribuiti con 4,20 euro l’ora, più alcuni benefit come prezzi agevolati su tariffe pubbliche. Per una somma complessiva di 600mila euro l’anno.
L’affondo sui giovani «A ridosso delle elezioni regionali la giunta ternana – spiega Fabbri – ha varato un nuovo regolamento riservato ancora una volta esclusivamente alle persone di età compresa tra i 55 e i 75 anni. Si è persa un’altra occasione per fare qualcosa di veramente concreto, anche se di modesta entità, per i giovani e magari per quelli più meritevoli. Non si tratta di aprire una guerra tra nonni e nipoti. Al contrario: si tratta di un’alleanza generazionale, ma per questo servono capacità di visione e coraggio per scelte nuove. L’istituto dei volontari civici oggi può avere un senso solo nella sua finalità sociale che però deve necessariamente cambiare prospettiva, o quantomeno deve provarci in considerazione del dramma occupazionale che interessa ampie fasce della popolazione, ma soprattutto i giovani».
Rivedere il piano «Il volontario civico – prosegue Fabbri – deve essere rivisto nell’ottica di un’occasione educativa e formativa che consenta ai giovani di conoscere il funzionamento della macchina amministrativa pubblica, facendo al contempo acquisire loro un minimo di esperienza utile nell’attesa di una risposta da parte delle aziende oggetto di invio di curriculum. I sessantenni godono comunque della possibilità di tariffe agevolate di trasporto. Gli anziani di contro non devono essere esclusi, ma la loro partecipazione dovrebbe essere riservata a situazioni di indigenza certificata»
