La Suprema corte di cassazione a Roma

«La Cassazione ha dato ragione a Consorzio di Bonifica Tevere-Nera e stabilito che anche alcuni immobili Ater sono chiamati a versare il contributo consortile». Questo quanto sentenziato dalla Corte suprema che ha respinto il ricorso Ater che chiedeva l’illegittimità delle imposizione in relazione a una serie di immobili a uso abitativo di Terni, sostenendo che gli stessi non avevano tratto alcun vantaggio dalle opere realizzate dal Consorzio.

Cassazione dà ragione a Bonifica Il ricorso è stato respinto e i giudici di Cassazione come rende noto una nota del Consorzio, assistito dagli avvocati Ranalli, Casoli e Bugatti che avevano obiettato come gli immobili insistessero all’interno del Piano di classifica approvato dalla Regione e che tutte le opere di sistemazione idraulica e di manutenzione dei corsi d’acqua erano state eseguite per prevenire danni provenienti da eventi alluvionali in una situazione di rischio idraulico. «La Cassazione ci ha dato ragione piena – si legge nella comunicazione – e le motivazioni della sentenza sono di estremo interesse laddove correla la sussistenza del beneficio alla realizzazione delle opere idrauliche ed alle attività a queste connesse. Tale decisione è assai importante anche perché conferma l’indirizzo della Corte in ordine alla legittimità del contributo e dell’operato del Consorzio».

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.