di Mar. Ros.

Genitori si presentano in consiglio comunale con atto d’indirizzo redatto in collaborazione con un consulente legale per dire ‘no all’esternalizzazione del servizio mense scolastiche’. I 5 stelle si dicono pronti a votarlo, ma a differenza di come inizialmente riportato e dalla parte di mamme e papà si schierano anche Marco Cecconi di Fdi-An, Crescimbeni e Melasecche di I love Terni, e tre membri di maggioranza, Vladimiro Orsini, Faliero Chiappini e Luigi Bencivenga. Francesco Maria Ferranti di Forza Italia, invece, non ci sta e presenta un ulteriore atto, lo stesso fanno tre consiglieri di maggioranza, Michele Pennoni e Fabio Narciso del Pd e lo stesso Bencivenga di Terni Dinamica. Sul più bello, però, manca il numero legale e la votazione dei documenti è rimandata a lunedì 21.

Genitori in azione Mamme e papà dei fruitori delle mense scolastiche vorrebbero impegnare il sindaco e la giunta mantenere o ripristinare le cucine interne agli istituti d’infanzia e primari, escludendo l’ipotesi di esternalizzazione e coinvolgendo, nella definizione del nuovo appalto, genitori, associazioni dei consumatori e tecnici comunali e Ausl. Il documento redatto dai genitori è stato illustrato dal M5s.

Emendamento All’atto ha fatto seguito quello di Pennoni, sottoscritto anche da Narciso e Bencivenga, col quale si chiede sostanzialmente lo stesso intervento ma lasciando alla giunta ‘maggiore libertà di movimento’ con la locuzione «[…]privilegiando, ove possibile, il mantenimento delle cucine con preparazione dei pasti in loco». La frase non è piaciuta ai Grillini che hanno allora presentato un emendamento per far sì che l’atto impegnasse la giunta a garantire il servizio interno. Il consigliere Franco Todini del Cammello ha proposto l’inserimento di un’ulteriore postilla: «No al subappalto».

Mense scolastiche Il capogruppo del Pd Andrea Cavicchioli a supporto del documento proesentato dai tre della maggioranza (Pennoni, Narciso, Bencivenga), ha detto: «Qualità del cibo e controlli rigorosi sono prioritari ma non possiamo parlare del sesso degli angeli, il quadro di impossibilità di assunzione del personale esiste, è noto. Allora come possiamo gestire questo servizio senza pensare di esternalizzarlo?»

Forza Italia  Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo Fi Francesco Maria Ferranti: «Servono qualità dei pasti, economicità per l’ente e una gara di esternalizzazione con criteri stabiliti dalla commissione competente insieme a esperti del settore, la giunta blocchi tutto fino a nuove indicazioni del consiglio». La proposta di rinvio in commissione per la stesura di un atto unitario, sostenuta anche dal presidente Giuseppe Mascio, viene però respinta e la discussione prosegue, tato che salta l’ordine del giorno concordato precedentemente: la consulta per gli immigrati col quale il consiglio dovrebbe confrontarsi, come arriva in aula se ne va.

La giunta Nel corso della discussione, anche la replica della giunta: «La seconda commissione – ha detto il sindaco Leopoldo Di Girolamo – si è occupata del caso mense quindi eventualmente in quella sede poteva essere approfondito ulteriormente il tema. La stragrande maggioranza dei Comuni ha le mense dei propri istituti scolastici a gestione mista o esterna. Il costo medio giornaliero del pasto è di 4,70 euro ma il divario tra il prezzo più alto e quello più basso è molto ampio, a Terni siamo oltre i 5 euro. Molto variegata anche la compartecipazione famiglie. A Terni per sei scuole abbiamo il centro di cottura, sei mense sono a gestione diretta, altre lavorano con pasti preconfezionati con controlli rigorosi da parte di Ausl, della dietista e dei genitori. Quello a cui punta l’amministrazione è senza dubbio la qualità dei pasti, la sicurezza alimentare, ma anche la sostenibilità finanziaria ed economica del servizio. Lavoriamo per una gara di affidamento della refezione scolastica, entro i tempi e nelle modalità stabiliti dalla legge».

Numero legale Dopo la replica della giunta, Angelica Trenta del M5s, ha ammonito: «Che entro il 31 dicembre il bando di esternalizzazione passi in consiglio per l’approvazione come previsto dal Testo unico per gli enti locali, altrimenti faremo ricorso al Tar». Al momento di votare i vari documenti, con annessi emendamenti, il capogruppo Pd Cavicchioli chiede allora la sospensione per fare il punto, ma l’assemblea respinge e la seduta viene sciolta per mancanza del numero legale. I Pentastellati: «La maggioranza messa alle strette dall’opposizione e costretta al voto, non ha potuto fare altro che darsi alla fuga. Si chiude così un’altra imbarazzante pagina del Pd locale mentre i genitori si danno nuovamente appuntamento al prossimo consiglio del 21 dicembre per dare battaglia».

Twitter @martarosati28