di M.R. e C.P.

Non era in programma, ma il sindaco di Terni ha effettuato, nella mattinata di lunedì, col Corpo municipale, un sopralluogo all’acciaieria di viale Brin. In particolare l’attenzione del primo cittadino si sarebbe concentrata sulla cosiddetta rampa scorie, dove sarebbe stato accompagnato dal capo del personale dell’azienda, Giovanni Scordo. «La polvere non deve alzarsi – ha sentenziato lunedì pomeriggio – in un video sui social. Se le cose non vanno bene, chiudo tutto».

Arvedi-Ast Un controllo a sorpresa insomma, e certo non sfugge l’inasprimento dei toni degli ultimi giorni tra la proprietà di Ast e l’amministrazione comunale, quando si avvicina la scadenza per l’accordo, che l’azienda non vuole firmare in assenza di soluzioni per l’energia. Nel contesto va considerata anche la mobilitazione annunciata dai sindacati, pronti allo sciopero. Non a caso si è parlato nei giorni scorsi di allarme sociale. Nella vicenda Acciai speciali Terni ancora tanti i nodi da sciogliere. Bandecchi dopo il blitz ha postato un video: «Abbiamo trovato un po’ di polvere e parecchie cose fuori posto. La polvere dilaga e prima di guardare quanto costa l’energia sarebbe meglio guardare la salute di tutti. Chi lavora e chi sta fuori. La prepotenza – esclama – non porta mai serenità».

«Chiudo tutto» Poi nel pomeriggio, prima della sottoscrizione del patto per ‘Terni sicura’, il primo cittadino ha spiegato alla stampa: «So che stanno ancora facendo i controlli. Credo sia solo l’inizio di una lunga serie di cose. Già oggi non abbiamo trovato tutto come doveva essere. Avete visto il mio video, non è che un mezzo deve stare così polveroso a portarsi via le cose a destra e sinistra. Si deve usare l’acqua. Sennò hanno ragione a Prisciano quando dicono che respirano robaccia. Io da sindaco sono responsabile della salute dei cittadini. Dunque quando uno si ammala è colpa mia. Per 27 giorni siamo andati fuori da tante misurazioni, il nichel – sottolinea il sindaco – non sta nei parametri in base alle nuove leggi europee. E poi comunque la polvere non deve alzarsi». E viste le lamentele della cittadinanza sui fumi notturni: «Andremo a fare i controlli anche di notte». Interrogato su possibili conseguenze legali, Bandecchi ha detto: «Quando le cose non vanno bene io chiudo tutto. Non si può pensare di avere tutto senza dare niente. L’atteggiamento dev’essere rilassato. Il Governo deve fare la sua parte e non la sta facendo, così come Regione e Ast».

YouTube video

Dal Pd Ed ecco le prime reazioni politiche: «Acciai Speciali Terni rappresenta un asset economico e produttivo essenziale non solo per la città di Terni, ma anche per l’intero territorio regionale. Occorre dunque responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte per evitare che la situazione possa portare a conseguenze negative. In primis per i lavoratori». È quanto dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti: «Stiamo seguendo con massima attenzione l’evoluzione degli ultimi giorni in merito all’Accordo di programma, per il quale l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti ha già chiesto la condivisione dei contenuti dopo la lunga fase di valutazione tra Ast, Mase e Mimit. Sulla pelle dei lavoratori non si può scherzare. L’auspicio è che ci sia unione d’intenti e spirito di collaborazione per giungere ad una soluzione positiva».

Da Prisciano E intanto il pugno duro adottatao dal sindaco fa rammaricare i residenti nel quartiere di Prisciano per il ritardo registrato nell’entrata in azione: «Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato Dimitri Menecali e abbiamo preso atto della forte e compatta risposta delle istituzioni. Condividiamo pienamente la loro posizione: nessun trattamento di favore deve essere concesso, Terni non può e non deve accettare alcun compromesso. Ora, però, è fondamentale che questa linea venga mantenuta con fermezza e determinazione fino alla fine, senza esitazioni né passi indietro. Non possiamo permetterci di ripetere gli errori del passato. Abbiamo inoltre preso atto delle dichiarazioni del Sindaco, che condividiamo appieno. Tuttavia, non ci è sfuggita l’affermazione secondo cui, a partire da oggi, il Comune intensificherà i controlli all’interno dello stabilimento con l’invio quotidiano della polizia municipale e misurazioni più precise. Ci chiediamo: non erano forse sufficienti le migliaia di segnalazioni inviate nell’ultimo anno per adottare queste misure? Era davvero necessario attendere un inasprimento dei rapporti tra Comune e azienda per intervenire in modo più incisivo? Siamo certi che si sia trattato solo di un’espressione ‘infelice’ e che l’attenzione sulla questione rimanga alta e costante, indipendentemente dalle dinamiche relazionali tra le parti».

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