di Massimo Colonna
Il bando per la gestione del verde pubblico è uno di quelli finiti nel ciclone dell’Operazione Spada, mossa dalla procura proprio per fare luce sull’assegnazione degli appalti di Palazzo Spada. Ma al di là del procedimento giudiziario, quaranta lavoratori ad oggi sono rimasti senza occupazione «e rischiano di perderlo in maniera definitiva». A lanciare l’allarme lunedì in conferenza stampa i rappresentanti delle tre maggiori sigle sindacali: Angelo Manzotti della Cisl, Valentina Porfidi della Cgil e Mario De Angelis della Uil.
Le inchieste «Il quadro è sempre più complicato – è stato spiegato durante la conferenza stampa – perché ci sono quaranta famiglie che rischiano di perdere definitivamente lo stipendio che permetteva loro di andare avanti. Il problema è che servirebbe l’inserimento di una clausola sociale per i bandi di questo tipo, in modo da permettere a chi già lavorava in questo settore di poter proseguire anche con la nuova ditta vincitrice del bando».
Il nodo sub gestione La questione non è così semplice: potrebbe capitare infatti che la clausola sociale sia inserita nei contratti collettivi di lavoro per le cooperative, ma che poi la ditta vincitrice non debba da regolamento seguire quel tipo di contratto perché ha una natura giuridica diversa. Inoltre questi stessi lavoratori al momento non avrebbero nemmeno il diritto di essere riassunti, visto che non hanno lavorato sul posto per l’ultimo bando. La questione è finita sui banchi del commissario straordinario del Comune, Antonino Cufalo, e anche del prefetto Paolo De Biagi. “La soluzione – hanno spiegato i sindacati – potrebbe essere quella di una sub gestione da parte di Afor a questo tipo di lavoratori, che così riacquisterebbero quel tipo di diritto. Ad oggi comunque i lavoratori si ritrovano senza stipendio e nemmeno senza ammortizzatori sociali”.
Parla Angeletti «Nessuno si potrà permettere di aggirare o eludere le regole degli appalti. In tema di difesa del lavoro sono per la concertazione, ma per quanto riguarda gli appalti saremo rigorosi. Sarò nemico della logica del massimo ribasso». Lo ha detto il candidato sindaco del centrosinistra Paolo Angeletti, appoggiato dal Partito Democratico e dalla Lista Civica Terni Immagina all’incontro proprio con i sindacati. «La questione dovrà essere uno dei primissimi impegni del nuovo sindaco, servono risposte già nei primi giorni dalla sua elezione».
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