Piscina

di Marta Rosati

Bagno 41: ci facciamo un salto o ci facciamo un tuffo? Il dubbio potrebbe risultare bizzarro ma in verità il quesito trova giustificazione in una recente delibera della giunta comunale. Palazzo Spada ha infatti approvato la proposta progettuale, avanzata dalla cooperativa che gestisce il parco Chico Mendes, che prevede la costruzione di una piscina scoperta proprio entro il fondo della nota pista da ballo.

Le autorizzazioni Trattandosi di un’area, quella del Chico, soggetta a vincolo ambientale paesaggistico, è servito il benestare della commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio. Zero problemi: lo scorso luglio ha espresso parere favorevole per l’approvazione del progetto. Allo stesso modo, due mesi più tardi, si è espressa la soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria, dettando una cosa precisa: «Per il rivestimento interno della piscina dovrà essere utilizzata una tonalità tenue che rispetti la scala cromatica del grigio o in alternativa quella del verde». Come è noto poi la pista da ballo Bagno 41 insiste in un’area così detta parco, quindi la giunta comunale ha verificato e appurato che l’intervento previsto non comprometta l’ambiente naturale. Di fatto dunque la realizzazione della struttura ricreativa non contrasta con la destinazione di parco.

I rischi La zona è inoltre considerata ad alta pericolosità per la vicinanza del fiume Nera che espone il territorio al rischio inondazioni. Per questa ragione si è espressa in merito anche la Provincia di Terni. L’ente, approvando l’intervento ai fini idraulici, ha specificato che per le opere interrata, specialmente se le stesse contengono apparecchiature elettriche dovranno essere previsti accorgimenti di carattere tecnico e costruttivo atti a limitare o annullare gli effetti prodotti da allagamenti negli impianti. «La ditta – si legge nella nota di palazzo Bazzani – considerata la collocazione del bene in una zona pericolosa dal punto di vista idraulico, accetta di convivere con i rischi individuati, anche mediante l’attivazione di strumenti di autotutela di gestione delle emergenze, coerentemente con quanto previsto nel piano di Protezione Civile».

La metamorfosi Ma aldilà degli aspetti tecnici, questa trasformazione del Bagno 41 in una piscina, cosa suscita nei ternani che per anni, in estate, hanno trascorso le serate disco all’aperto, in riva al laghetto del Chico Mendes? Magari i gestori del parco hanno in mente comunque un’apertura notturna e il bagno in piscina quando è già buio, si sa, ha sempre il suo fascino.

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