di F.T.
Nell’udienza di lunedì mattina davanti al giudice di pace Marco Lotti, si è tornati a parlare dell’autovelox di viale dello Stadio e delle multe elevate dal comune per eccesso di velocità. In relazione a tre dei ricorsi presentati da altrettanti cittadini sanzionati, il giudice ha ascoltato la testimonianza del dirigente della polizia stradale di Terni, Katia Grenga.
Le relazioni La dirigente ha confermato il contenuto della relazione, datata settembre 2012, e dei sopralluoghi svolti dalla polizia stradale su richiesta del prefetto di Terni. Le perizie erano state eseguite per comprendere se i macchinari fossero stati installati correttamente e tenendo conto della normativa attuale e della direttiva-Maroni del 2009.
Il nodo Dalle relazioni emerge come la polizia stradale abbia rilevato l’assenza della cosiddetta ‘istruttoria preventiva’, imposta dalla ‘direttiva Maroni’ per l’installazione di apparecchiature per il controllo della velocità. Un aspetto – la ‘non aderenza ai presupposti normativi’ – che potrebbe finire per invalidare tutte le sanzioni, nel caso di eventuali ulteriori ricorsi. Sul punto, il giudice deciderà a breve, dopo aver vagliato anche il punto di vista della prefettura nel merito.
Ottimisti Il giudice di pace di Terni, nei mesi scorsi, aveva già accolto 16 ricorsi. Per i tre pendenti, si è rimasti in attesa di ascoltare il parere della dirigente, contenuto negli atti già depositati da tempo. Chi si dice «convinta dell’assoluta illegittimità degli autovelox» è Confimpresa Umbria che ha assistito i ricorrenti: «A questo punto – spiegano dall’associazione – è logico aspettarsi che il giudice confermi le decisioni già prese in merito dai suoi colleghi. Come Confimpresa abbiamo deciso di attendere l’esito di questi procedimenti per procedere ad ulteriori azioni».
