di Mar.Ros.

C’è la firma del Responsabile unico del procedimento, il funzionario del Comune di Terni Federico Nannurelli, sull’atto che avvia ufficialmente la conferenza dei servizi preliminare per la valutazione dello studio di fattibilità del progetto Water way che prevede la realizzazione di un sistema di mobilità intermodale attraverso la realizzazione collegamento fluvio-lacustre dal Parco Campacci al lago di Piediluco e fiume Velino e la realizzazione di un collegamento meccanico, ovvero un ascensore, da Piazzale Byron (belvedere inferiore) al sentiero 5 nei pressi del paese di Marmore.

Water way L’operazione, come noto, gode già di un contratto di sponsorizzazione con la società Giunio Marcangeli e uno studio di fattibilità elaborato dall’archittetto ternano Miro Virili. L’intervento, che ha già fatto storcere il naso agli ambientalisti, è visto da Palazzo Spada come opportunità, oltre che turistica, di restauro e riuso dei manufatti della ex centrale di Terni, beni culturali di archeologia industriale attraverso la rifunzionalizzazione ad uso collegamento meccanico (ascensore) con il restauro della vasca di carico e delle pareti delle vecchie condotte. In particolare, si legge nel documento dedicato, «si vuole riproporre l’antico collegamento fluvio-lacustre Marmore – Lago di Piediluco, collegamento di origine storica documentato ininterrottamente dall’epoca romana (I sec. d.C.) fino agli anni ’50 del XX secolo attraverso il recupero del sistema di porti storici del Velino. La proposta Water Way – è spiegato – deve essere quindi vista non solo sul piano della valorizzazione turistica e infrastrutturale ovvero come nuova realizzazione di manufatti e infrastrutture ma come una operazione di ‘Restauro del paesaggio’ che punta all’innovazione e alla conservazione inserita all’interno di un progetto più ampio, un intervento che agisce non solo sugli aspetti fisici (i porti, i battelli, ecc…) ma ripropone un uso del fiume e del lago storico che si è interrotto 70 anni fa ma che continua a essere vivo nel lago di Piediluco attraverso il servizio di battelli turistici».

Ascensore alla Cascata Nella conferenza dei servizi sono coinvolti numerosi enti e istituzioni, tra questi anche due ministeri, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria, Regione, Provincia, sindaco e diverse direzioni comunali. Come per altri progetti, in ballo c’è la dichiarazione di pubblico interesse entro tre mesi. Il termine perentorio, entro il quale le amministrazioni coinvolte devono rendere le proprie determinazioni relative alle decisioni oggetto della conferenza, fermo restando il termine di conclusione del procedimento, è di 45 giorni ed entro 15 giorni possono richiedere integrazioni documentali o chiarimenti. La pubblicazione dell’atto è del 6 agosto scorso, il Comune accelera.

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