L’11 agosto del 1943 un bombardamento aereo su Terni provocò 350 vittime, quasi tutte civili. Al termine della guerra si contarono poco meno di duemila morti e soltanto il 17% degli edifici rimasti illesi. Grazie all’azione dei lavoratori, i tedeschi in ritirata non riuscirono nell’intento di sabotare o smantellare gli impianti industriali, ad eccezione della produzione di energia elettrica. Gli inglesi entrarono in città il 13 giugno del 1944.

di Francesca Torricelli

Per il settantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione dell’Umbria dal nazifascismo, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (Isuc), su impulso della regione Umbria, presenta una mostra dal titolo ‘R-esistenze. Umbria 1943 -1944’ che, a partire da metà di settembre 2014 si terrà a Perugia nei locali di palazzo della Penna e a Terni presso palazzo di Primavera. Gli appuntamenti in calendario a Terni, uniti sotto il titolo ‘Terni 1944 – Storie di guerra, resistenza, liberazione’, si svolgeranno fra venerdì 13 e domenica 15 giugno.

Le cerimonie tradizionali Venerdì 13 giugno, ha spiegato il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, «alle 10, nella sala consiliare di palazzo Spada, si terrà la commemorazione del 70′ anniversario della Liberazione della città. Successivamente, alle 10,30, ci sarà la deposizione delle corone in piazza della Repubblica e il corteo lungo ponte Garibaldi, monumento ai Resistenti e piazza Briccialdi. Contemporaneamente verranno poste delle corone presso la fossa comune delle vittime dei bombardamenti».

Le celebrazioni Oltre alle consuete commemorazioni con le autorità civili, militari e religiose, sempre venerdì 13 ci sarà un incontro con l’Anpi sul tema ‘Continuare a resistere per essere liberi’ (dalle 16,30 nella sede dell’Arci al Palazzone) e la maratona cinematografica ‘Bambini in guerra’, incentrata sul conflitto combattuto sul fronte russo visto attraverso gli occhi delle sue vittime più innocenti. Dalle 21.30, alla sala polifunzionale del Centro Matteotti saranno proiettati ‘L’infanzia di Ivan’ e ‘Va e vedi’, con l’intervento degli storici Carla Arconte e Angelo Bitti.

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Visite guidate Sabato 14 (in orario 10-13 e 14.30-18) e domenica 15 (dalle 10 alle 12) sarà possibile partecipare alle visite guidate, a cura di Blob e il gruppo grotte Pipistrelli Cai Terni, al rifugio antiaereo di via Carrara e di palazzo Morelli. Per l’occasione, gli storici Angelo Bitti e Marco Venanzi, risponderanno alle domande dei visitatori sulla storia della Resistenza e della Liberazione.

Le indicazioni Il rifugio di via Carrara «è il più grande della città, dove i visitatori potranno vedere un’anteprima della mostra ‘R-esistenze. Umbria 1943-1944’», spiega Paolo Boccaccini del gruppo grotte Pipistrelli Cai. «In futuro cercheremo di renderlo aula didattica per gli studenti. Terni è ricca di patrimonio sotterraneo che pochi conoscono». Per le visite ai rifugi, che saranno scaglionate ogni 30 minuti per gruppi di non più di 15 persone, si raccomanda lo storico Marco Venanzi, «è obbligatorio prenotarsi entro giovedì 12 giugno». Si può chiamare lo 0744.431314 o scrivere una mail a blob.lgc@gmail.com. «I rifugi per loro natura presentano un percorso irregolare – ha aggiunto Venanzi – si invitano i visitatori ad indossare scarpe ed abiti comodi».

La mostra ‘R-esistenze. Umbria 1943 -1944’ vuole fornire «un quadro degli eventi che hanno contraddistinto la regione nei mesi della Resistenza, terminata con una lunga fase di liberazione da parte degli angloamericani che, iniziata nella prima decade di giugno 1944 dall’orvietano, si è protratta sino ad agosto per alcuni territori dell’alta Umbria, con il fattivo contributo delle formazioni partigiane», spiega Gianni Bovini, collaboratore Isuc. L’arco cronologico preso in considerazione «va oltre il 1943-1944, partendo con l’entrata in guerra dell’Italia e concludendosi con la primavera-estate del 1946, senza tralasciare quanto realizzato nei decenni successivi la Liberazione per far conoscere, tutelare e valorizzare l’evento fondativo dell’Italia repubblicana e democratica».

‘R-esistenze’ La scelta del titolo per la mostra non è affatto casuale. «Il lungo tratto che separa la ‘R’ da ‘esistenze’ – aggiunge Bovini – sta a sottolineare la lunghezza temporale e la lentezza degli scontri e della Resistenza. ‘Esistenze’, invece, vuole ricordare le varie tipologie di persone coinvolte nei conflitti. Non solo militari, ma gente comune, persone normali che non sapevano nemmeno cosa volesse dire conflitto e guerra. Diverse storie insomma. Diverse esistenze».

L’allestimento A settant’anni da quei fatti è necessario «proporre una ricostruzione che non solo illustri le vicende, i protagonisti, le vittime – conclude Gianni Bovini – ma permetta un coinvolgimento del visitatore nei molteplici aspetti in cui è possibile declinare tale fase storica. A tal fine è previsto un allestimento che utilizza più linguaggi e differenti strumenti tecnologici. Ma, sopratutto, un allestimento in legno grezzo, quasi a sembrare povero, per evidenziare la semplicità delle persone coinvolte nella Resistenza a fianco dei militari».

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