«In alcune zone della città si trovano cartelli di divieto di accesso ai cani anche se esiste un regolamento comunale del 2015 che abbatte alcuni di questi divieti». E’ la denuncia di Michele Rossi, vicepresidente dell’associazione Terni Città Futura, che rilancia la problematica anche sui social network trovando la risposta seccata di molti cittadini.

Legambiente «L’annuale rapporto di Legambiente – scrive Terni Città Futura – sugli animali pone Terni in vetta della classifica che rapporta i cani registrati all’anagrafe e il numero dei residenti. Terni insieme a Forli vanta il maggior numero di cani per abitanti, pari a un cane per ogni 3,5 cittadini, laddove la media nazionale e’ di un cane registrato ogni 7,8 cittadini. A questo però sembra non corrispondere un’ adeguata attenzione e considerazione amministrativa verso i nostri fidati amici. Alcuni parchi pubblici, l’area del Caos fino anche al cimitero sono vietati al loro ingresso. In questi anni molti Comuni hanno promosso il libero accesso agli animali di compagnia a tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico compresi i cimiteri. Si tratta di una scelta di profonda sensibilità se pensiamo al caso in cui il cane apparteneva al proprio genitore quando era in vita e con il quale il defunto stesso ha trascorso molti anni della propria esistenza».

L’invito D qui poi l’invito ai rappresentanti delle istituzioni. «Invitiamo per questo l’amministrazione e il consiglio comunale a promuovere la modifica dei regolamenti o delle ordinanze in vigore perché i cittadini abbiano facoltà di accedere accompagnati dal proprio cane».

Il regolamento Dalle discussioni su Facebook è trapelata poi «l’inesistenza – spiega Rossi – di tale divieto sia nelle aree pubbliche che nei cimiteri e questo grazie ad un apposito regolamento comunale del gennaio 2015. Eppure oggi 2 aprile 2016 all’ingresso c’e’ancora in bella vista un cartello che ci ammonisce del divieto, scoraggiando qualsiasi intenzione. Ci domandiamo allora come mai in tutto questo tempo non si siano informati i custodi che non avevano avuto nessun tipo di comunicazione si sono fortemente opposti ad ogni tentativo, contenendo anche il disappunto di molti cittadini. Possibile che in un anno nessuno si sia preso l’incarico di rimuovere quel cartello? Possibile sia stato necessario un post di Facebook per fare chiarezza? Da cittadini a sudditi».

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