di Fabio Toni
Un unico sistema di monitoraggio che riguarda aria, acqua e terra per vedere quanto le acciaierie impattano sulla città dal punto di vista ambientale. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato da Ast, Arpa, provincia e comune di Terni.
Le centraline Il documento prevede la creazione di stazioni di controllo sul fiume Nera, a monte e a valle del sito integrato Ast. Inoltre saranno usate anche tre centraline per la qualità dell’aria: quelle già esistenti di Prisciano e Le Grazie e una terza ‘neutra’ che verrà posta lontano dalla zona di influenza delle acciaierie. Nelle centraline saranno installati deposimetri per il controllo delle polveri e si eseguirà un biomonitoraggio dei licheni per valutare l’impatto ambientale sulle piante.
Le regole «Terni non è Taranto – afferma il direttore provinciale dell’Arpa, Adriano Rossi – perché esistono differenze sostanziali nei due cicli produttivi e perché qui le regole sono state rispettate. Il protocollo darà vita a un sistema unico e più semplice per valutare l’impatto ambientale del polo siderurgico sulla città». Lo stesso direttore ha poi confermato il lancio di un progetto di comunicazione innovativo: «attraverso dei touch screen da installare in diversi luoghi, i cittadini potranno consultare in diretta i dati di tutte le rilevazioni ambientali compiute dall’Arpa». Incassata l’approvazione del progetto grafico, il nuovo sistema potrebbe vedere la luce entro la fine del 2013.
L’Ast Alla firma del protocollo è intervenuto anche il direttore di produzione Ast, Alessandro Segàla: «Lavoriamo per continuare nel processo di integrazione fra l’Ast, il territorio e il suo ambiente. Nell’ultimo quinquennio – ha ricordato il dirigente – l’Ast ha investito 29 milioni di euro per i miglioramenti tecnologici legati all’ambiente, a cui si aggiungono i costi di gestione ambientale pari a circa 35 milioni di euro l’anno».
Polli Soddisfatto il presidente della provincia, Feliciano Polli: «il protocollo conferma il rapporto di collaborazione fra provincia, comune, Arpa e Ast che stanno compiendo un lavoro importante, iniziato già nel 2010 con l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’Ast, in base alla quale il sito integrato ha già iniziato il processo di adeguamento ai parametri stabiliti».
Gli obblighi Oltre al sistema unico di monitoraggio sottoscritto in Provincia, l’autorizzazione integrata ambientale prevede, per l’Ast, il monitoraggio in continuo delle emissioni registrate sui cinque camini principali delle acciaierie, a cui si aggiungono il recupero delle scorie e il campionamento delle diossine che verrà definito dall’Arpa attraverso un protocollo, in collaborazione con l’istituto Mario Negri di Milano. Paolo Grigioni, dirigente provinciale all’ambiente, ha reso noto che sono iniziate proprio in questi giorni le ispezioni interne del sito, curate dall’Arpa, per la verifica del rispetto dei parametri stabiliti. Altro giudizio positivo è quello dell’assessore comunale all’ambiente, Luigi Bencivenga: «Si continua a lavorare in sinergia e nel rispetto dei ruoli – ha affermato – Questi sono i presupposti basilari per un piano più generale che estenda i monitoraggi anche ad altri poli produttivi nel territorio».
