L'ex stabilimento di Papigno

di Francesca Mancosu

«È una città bellissima, ma ha una piaga grave: il traffico». Parodiando una celebre frase di un film di Roberto Benigni, potremmo definire con queste parole l’immagine di Terni emersa giovedì pomeriggio in Bct, durante l’incontro pubblico sul XX° rapporto annuale di Legambiente sull’ecosistema urbano a cui ha preso parte anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Oltre due ore di domande e risposte serrate, che hanno lasciato sospeso nell’aria più di qualche dubbio.

Dati attendibili, e tumori ‘stabili’ Rispedite al mittente le polemiche sull’attendibilità dei dati contenuti nel rapporto, si è parlato innanzitutto di inquinamento della conca ternana, e dei suoi effetti sulla salute. Bando agli allarmismi, ha assicurato Lamberto Briziarelli, consulente scientifico dell’Osservatorio provinciale di Terni sull’ambiente: «Negli ultimi 10 anni presi in esame dal nostro studio (dal 1999 al 2009; ndr), abbiamo rilevato una situazione sostanzialmente stabile. Rispetto agli anni ottanta, sono diminuiti i fattori di inquinamento classici, e anche l’incidenza dei tumori è stabile: ogni anno registriamo in media un nuovo caso di tumore ogni mille persone, e le malattie polmonari – che molti danno in esponenziale aumento a causa delle emissioni industriali – dipendono in larga misura da altri fattori, in primis il traffico e il fumo di sigaretta». Sempre secondo il professore, però, restano fattori di rischio importanti, come le pm10, i metalli pesanti (quasi tutti di orgine industriale), gli ossidi di azoto, le fibre vetrose derivanti dalle lavorazioni artigianali. Le vituperate diossine invece no, «sono solo uno spauracchio agitato dagli ambientalisti».

Presto adottata la strategia ‘rifiuti zero’ Dal canto suo, il sindaco Di Girolamo, ha fatto il punto su varie questioni, illustrando quanto fatto dalla ‘sua’ amministrazione comunale in tema di lotta al traffico, smaltimento dei rifiuti e bonifica dei siti industriali dismessi. «Su questi temi – ha ricordato il primo cittadino – scontiamo la latitanza della giunta che ci ha preceduto, ma stiamo facendo tanto: stiamo investendo nella differenziata, che ora tocca il 47%, e in deroga alla legge regionale abbiamo escluso la termovalorizzazione come soluzione finale . Entro la fine dell’anno aggiudicheremo la nuova gara per la raccolta dei rifiuti e il tasso migliorerà sicuramente. La delibera per l’adozione della strategia ‘rifiuti zero’ sarà approvata dalla giunta entro due settimane». E poi fontanelle per l’acqua pubblica, contributi per i pannolini lavabili, per gli impianti di riscaldamento a bassa emissione di polveri e per le bici elettriche, bikesharing, colonnine per la ricarica delle auto elettriche. E la promessa di intervenire anche sulla dispersione idrica evidenziata dal rapporto di Legambiente: «nel 2015 – promette – partiranno i lavori di risistemazione della rete».

Siti industriali sotto controllo Impossibile intervenire per spegnere gli inceneritori di Maratta, che, ha ricordato il sindaco, «sono legittimati da autorizzazioni ministeriali, e non possono certo essere bloccati da un’ordinanza comunale». Qualche speranza in più sul fronte acciaieria e sui siti di interesse nazionale, vale a dire le aree di Papigno e dell’ex Gruber, più volte al centro di polemiche e sospetti. «Questa settimana, in Comune è stato presentato un progetto per il recupero dei residui dello spazzamento stradale e delle scorie dell’acciaieria, attravero la sperimentazione di un brevetto di una società ternana. Abbiamo poi firmato un protocollo di intesa sulle polveri di Prisciano e aspettiamo di confrontarci con i nuovi proprietari dell’Ast per proseguire la politica di abbattimento di fumi e polveri iniziata dalla THyssenKrupp, con oltre 39 milioni di euro di investimenti». A Papigno invece, «è terminata la bonifica dell’amianto, ed è iniziata quella della sala Claude. Avviati anche i carotaggi dell’area di fronte allo stabilimento, al campo di calcio, per capire se si può procedere con al fitodepurazione. Per quanto riguarda la discarica di Valle, la scorsa settimana abbiamo approvato una delibera per la gara di costruzione di un impianto di smaltimento del cromoesavalente ed evitare che finisca nel terreno»

Un patto per l’ambiente e la salute Ma quale potrebbe essere la soluzione ai nostri mali? Secondo il professor Briziarelli, servirebbe «un vero e proprio patto fra istituzioni, cittadini e forze sociali, in cui tutti si assumano le proprie responsabilità. Basta con le polemiche: se non ridurremo la quantità di veicoli circolanti e i consumi, e tutti gli altri fattori di rischio, l’inquinamento dell’aria non diminuirà di certo. Stesso discorso per la raccolta differenziata, anche qui, servono una presa di coscienza e un impegno di di tutti».

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