La struttura di Collerolletta

di Marco Torricelli

Adesso tornano in campo i sindacati. La cooperativa Aidas li ha convocati per fare il punto della situazione e, probabilmente, per comunicare anche a loro quello che, secondo Pierino Martinelli, il consulente che fa parte del Cda, è l’unico destino possibile: la liquidazione.

Il commissario Resta da capire, però, quale sarà l’esito del rapporto che gli ispettori del ministero del lavoro hanno inviato a Roma e nel quale si parla, invece, della necessità di ‘congelare’ tutto e di inviare un commissario che possa fare chiarezza sulla effettiva situazione economica, patrimoniale e gestionale della cooperative. Resta confermata, intanto l’assemblea convocata per il 5 novembre prossimo, nella quale di liquidazione di parlerà.

La replica Sulla vicenda, intanto, si registra una replica al vetriolo – da parte di Antonella Mora, che fa parte del Cda di Aidas – nei confronti del segretario ternano del Prc, Angelo Morbidoni, che lunedì aveva affermato che «qualcuno per i propri vantaggi sta lavorando per l’esautorazione della gloriosa cooperativa»

Le responsabilità «Il segretario del Prc di Terni forse parla a titolo personale? L’anno scorso – ricorda Antonella Mora – da lui nessuna parola su 17 licenziamenti. Sa cose che il Cda non conosce? Parla di qualcuno che agisce per i propri vantaggi, ma non ha mai posto dubbi su chi ha avuto la responsabilità di amministrare in questi decenni».

Soci Il segretario del Prc, insiste Antonella Mora, «dice: ‘noi soci non ci arrenderemo’, come se fosse socio. Noi siamo socie e non lui. Noi siamo indietro di dieci mensilità e probabilmente senza Tfr e quota sociale». Il vecchio Cda, insiste la consigliera, «probabilmente è stato protetto, nella sua non positiva gestione, da diversi personaggi politici. Morbidoni è a conoscenza di qualcuno?». Ci vorrebbero, conclude Antonella Mora, «i politici di una volta, quelli che stavano dalla parte dei lavoratori e non dei dirigenti o padroni, che investivano i propri capitali e non quelli delle lavoratrici e delle rispettive famiglie».

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