di Massimo Colonna

Gli appartamenti li mettono a disposizione i privati con case sfitte. I soldi li garantisce la fondazione Carit. La supervisione è del Comune di Terni e l’associazione San Martino coordina il lavoro con le famiglie in difficoltà. “All’inizio nessuno voleva crederci perché sembrava tutto complicato. Poi invece l’abbiamo fatto”. E’ l’assessore al Welfare del Comune di Terni Francesca Malafoglia a presentare il progetto ‘Affitti solidali’.

Ultimo passo Il progetto si inserisce nel già avviato accordo quadro sulla povertà, che il Comune ha messo in campo con gli enti e le associazioni che operano sul territorio in questo settore, in primis Caritas e dunque associazione San Martino. Ora ecco la fase operativa: 28 famiglie avranno una casa grazie proprio al progetto presentato dalla San Martino e finanziato dalla fondazione Carit, con 80 mila euro, con la supervisione dell’amministrazione comunale di Terni.

Come funziona Dunque a mettere a disposizione le proprie abitazioni sfitte saranno dei semplici privati che hanno dato l’ok all’iniziativa. A varcare le soglie di casa saranno invece 28 nuclei famigliari, già inseriti in un percorso di assistenza comunale. A pagare l’affitto (in gran parte ma non tutto) sarà l’associazione San Martino che poi riavrà i fondi già stanziati dalla fondazione del presidente Mario Fornaci.

Percorso complicato «Un percorso che all’apparenza – ha spiegato la vicesindaco nella conferenza stampa organizzata venerdì pomeriggio nelle sale di Palazzo Spada – a qualcuno ha fatto strabuzzare gli occhi, perché sembrava tutto troppo complicato. Poi invece le associazioni in campo hanno fatto un grande lavoro».

Cosa succede poi Il piano prevede l’accordo di un anno: in dodici mesi le 28 famiglie, che comprendono in totale 88 persone, di cui 39 minori e 10 diversamente abili, avranno gran parte dell’affitto pagato con i fondi della Fondazione (circa 2.500 euro a famiglia) e poi si concorderà come procedere. Su questo punto lo stesso presidente Fornaci ha guardato avanti.  «Il progetto ci è piaciuto molto e non è detto che una volta scaduta l’annualità non si possa rifinanziare. La nostra fondazione è molto attiva nel settore del welfare di comunità, che in questo caso si esplicita in maniera chiara».

Percorso condiviso Per l’amministrazione comunale dunque un nuovo progetto che punta a mettere insieme il lavoro dell’amministrazione con quello dei privati e delle associazioni che lavorano sul territorio, una linea su cui la vicesindaco Malafoglia punta molto in particolare per la sua delega al Welfare. «Non è stato facile trovare il modo di confezionare questo progetto – ha spiegato l’esponente della giunta Di Girolamo – ma alla fine, grazie al grande lavoro dei volontari delle associazioni e due nostri due tecnici che metteranno a disposizione un monte ore per partecipare all’iniziativa, siamo riusciti a concretizzare un piano che offre un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà».

Twitter @tulhaidetto

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