Presentazione rapporto Sistan 2015

di Noemi Matteucci

Da cinque anni a questa parte, in tutta la provincia di Terni, le cifre relative agli stranieri e ai loro comportamenti hanno subito una trasformazione continua, che corrisponde a diversi modi di vivere e di approcciarsi con la città. Alla Camera di Commercio è stato presentato il rapporto statistico La presenza straniera nella provincia di Terni. Aspetti demografici, sociali ed economici realizzato dal gruppo di lavoro Sistan della Prefettura, dal quale emergono caratteristiche ed evoluzioni qualitative e quantitative della presenza degli immigrati.

Lo studio La base territoriale di riferimento per il sondaggio è l’intera provincia di Terni, con un maggiore peso del comune di Terni, che a livello demografico ‘contiene’ circa il 50% della popolazione e rappresenta un’attrattiva anche in termini economico-occupazionali e socio-politici. Il periodo dello studio demografico è relativo a cinque anni, 2009-2014, e segue un primo rapporto presentato nel 2009 sempre dal gruppo di lavoro Sistan. Alla presentazione sono intervenute, oltre al presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Flamini, il prefetto Gianfelice Bellesini e autorità e rappresentanti di enti, forze dell’ordine e Istat.

Aumento degli stranieri Dal punto di vista della lettura dei dati, a saltare all’occhio è subito un aumento delle cifre generali relative agli stranieri: la popolazione totale nella provincia è passata infatti dalle 14.283 presenze del 2008 alle 23.061 del 2014, con una crescita di oltre il 60%, per una media di 10 stranieri ogni 100 residenti e con un tasso migratorio del 40 per mille. Al 31 dicembre 2014, il solo comune di Terni conta un totale di 12.806 stranieri, pari all’11,4% della popolazione.

Età degli stranieri La popolazione straniera è caratterizzata da un’elevata quantità di bambini e giovani adulti, mentre è quasi assente la popolazione anziana. L’età dei gruppi più consistenti è quella che va dai 25 ai 39 anni, fascia di età che rappresenta anche quella più popolata per gli uomini, mentre la maggioranza delle donne ha un intervallo di età più ampio, compreso tra i 25 e i 55 anni. Per quanto riguarda i più giovani, l’incidenza della popolazione straniera con meno di 14 anni è pari al 16,6%, con prevalenza di maschi.

I gruppi più numerosi I paesi di provenienza della popolazione straniera sono in prevalenza europei, ma non solo. Il gruppo più numeroso è rappresentato da cittadini della Romania (8.238 presenze, che rappresentano 8 comunitari su 10), seguiti da Albania (3.004, il 13% sul totale stranieri), quindi da Ucraina (1.518) e India (1.023). La presenza dei provenienti da paesi extra europei vede in prima posizione, come detto, gli asiatici, con India, Filippine e Cina in testa, seguiti dalle comunità africane che vedono tra i gruppi più numerosi i marocchini, nigeriani e tunisini. Superano di poco le mille unità i cittadini provenienti da America settentrionale e centro-meridionale, sono 19 gli australiani e 4 gli apolidi.

I comuni più ‘stranieri’ Tra le località in cui il numero dei residenti stranieri è più alto, si registrano cifre elevate di cittadini rumeni nei comuni meridionali ai confini con il Reatino e in parte della Valnerina, mentre la comunità albanese è più concentrata nel ternano e nell’orvietano. I cittadini ucraini e macedoni sono distribuiti equamente su più o meno tutto il territorio, mentre nel ternano e a San Venanzo c’è un’elevata concentrazione di cittadini marocchini.

Motivi: lavoro, famiglia, asilo politico Uno dei dati più interessanti dal punto di vista sociale, è rappresentato dai motivi che spingono i cittadini stranieri ad arrivare in provincia. Sotto la lente sono da considerare solo i cittadini che soggiornano regolarmente, quindi provvisti di permesso. Al 31 dicembre 2014, gli stranieri non comunitari ammontano a 11.848 e il motivo principale del loro arrivo è il lavoro (5.774 permessi), seguito dai motivi famigliari. Più bassi sono gli arrivi per asilo politico e altre forme di protezione umanitaria, che rappresentano circa il 5% del totale. Dal 2007 sono scesi i permessi per lavoro e aumentati i ricongiungimenti famigliari e le richieste di asilo politico: per queste ultime si è passate da 11 a 219 dal 2012 al 2014.

Stranieri a scuola Gli istituti per l’istruzione sono un altro dei fattori indicativi della presenza di nuclei di famiglie straniere su Terni. Il totale di studenti delle scuole pubbliche in provincia di Terni ammonta a 3.335, con il numero più elevato per le scuole primarie, pari a 1.038. Nel distretto di Terni, per l’anno 2014/2015, si registrano i numeri più alti (2.251), seguiti da Orvieto (581) e Narni (570).

Stranieri e strutture sanitarie Dal 2008 al 2013 ci sono stati 2.547 ricoveri ordinari negli ospedali e 616 ricoveri in day hospital, con un aumento per entrambi i ricorsi alle strutture sanitarie. I più ospedalizzati sono rumeni, albanesi e marocchini, con maggiore incidenza di donne. Meno diffuso è il ricorso alla sanità da parte di europa orientale e cinesi.

Lavoro e imprese Infine, a fotografare la realtà degli stranieri sono i dati relativi al lavoro. I settori in cui sono più impiegati sono quello agricoltura, industria e costruzioni, seguiti da ristorazione e servizi alle imprese. L’occupazione si attesta, tra i 15 e i 64 anni, al 58,5%, mentre è alto il tasso di disoccupazione fra i maggiori di 15 anni, pari al 19,7%. A lavorare, sono in numero maggiore, come per i gruppi etnici, rumeni, albanesi, ucraini e indiani. Infine, gli imprenditori stranieri registrati alla Camera di Commercio nel 2014 sono pari a 1.946, con settori principali nelle costruzioni e nel commercio.

Riflessioni sui dati Tra gli altri, a intervenire è stato il prefetto Bellesini, che ha sottolineato come si debba riflettere sui flussi migratori «come conseguenze di fenomeni sociali e politici in continua evoluzione. Basti vedere – ha spiegato – la variazione delle richieste di asilo politico e di diritti familiari, che evidenziano gravi crisi per gli immigrati». Il presidente della Camera di Commercio ha messo invece l’accento sulla presenza degli imprenditori stranieri a Terni: «La crescita in termini numerici – ha detto – a volte non equivale al rispetto delle norme, a discapito di chi si impegna a stare sul mercato in modo onesto e corretto, creando una concorrenza sleale. È necessario partire da questi dati – ha concluso – per comprendere insieme con sindacati e autorità di controllo come mettere in atto delle strategie adeguate a tutela delle imprese valide».

Provincia e Istat «Gli immigrati – ha sottolineato il presidente della Provincia, Leopoldo Di Girolamo – rappresentano anche un apporto culturale che non va sottovalutato, nell’ottica di una città pienamente inserita nelle dinamiche nazionali ed internazionali. Occorre rafforzare le politiche della convivenza, della integrazione, della tolleranza, del massimo rispetto dei doveri e dei diritti». Nelle sue conclusioni, Bianca Maria Martelli, dirigente dell’Ufficio territoriale Istat per la Toscana e l’Umbria, ha evidenziato ancora una volta come «il rapporto metta in luce le potenzialità dell’integrazione delle fonti Istat e degli altri enti pubblici territoriali nell’analisi delle specificità a livello locale in tema di presenza straniera, sotto i diversi aspetti demografici, sociali ed economici. L’analisi – ha aggiunto – costituisce, sia per i temi trattati che per la metodologia utilizzata, un valido strumento informativo della realtà provinciale, suscettibile di estensione anche ad altri contesti territoriali».

Twitter @noemimatteucci

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