di Fabio Toni

I resti del lungo weekend che ha chiuso le feste non sono passati inosservati a chi, come ogni mattina, ha raggiunto il proprio chiosco per accogliere i fornitori e iniziare un’altra giornata di lavoro. Uno ‘spettacolo’ deprimente, a cui i fiorai del cimitero di Terni non intendono abituarsi.

Sacro e profano Quella del cimitero è probabilmente la zona della città in cui, nelle ore notturne, si concentra il maggior numero di prostitute. Il contatto fra quest’ultime e i clienti, avviene lungo la strada mentre lo ‘scambio’ si consuma soprattutto dietro i chioschi dei fiori. Da qui passano i negozianti per entrare nei box ed ogni mattina si imbattono in un ricettacolo incommentabile di rifiuti. In pratica, ciò che resta delle ‘prestazioni’ notturne.

Fiorai esasperati «Siamo stufi, non solo per le condizioni igieniche e sanitarie – attacca un esercente – ma anche per i rischi a cui siamo sottoposti. Ogni notte le prostitute accendono dei falò per scaldarsi. In terra, ma anche sulle panche, troviamo cenere e bruciature. In caso di incendio, chi ci rimborsa gli eventuali danni?». «Il freddo limita il disagio igienico – afferma un altro commerciante – ma fra qualche mese, con i primi caldi, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente».

Incuria A preoccupare i commercianti e i tanti cittadini che si recano al cimitero, sono anche le condizioni di alcuni spazi. «Le radici di quest’albero – spiega un anziano – hanno divelto il manto del marciapiede proprio in prossimità delle strisce pedonali. Fra foglie bagnate, rifiuti e buche, c’è il rischio che qualcuno prima o poi cada». Chi frequenta questi spazi, invoca interventi che restituiscano dignità e decoro ad un luogo che merita più rispetto.

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