La discarica di Pietramelina (Foto Troccoli)

Hanno vinto i contrari alla costruzione di un termovalorizzatore nel sondaggio proposto da Umbria24.it sulla scorta delle polemiche nate intorno alle parole dei vertici della Gesenu, qualche settimana or sono. Non si è trattato, tuttavia, di un plebiscito. Il che indica come il tema sia controverso e quantomai attuale, anche considerando i pericoli che una cattiva gestione dei rifiuti porta con sé, vedi caso Campania.

I risultati Sono stati 104 gli utenti di Umbria24.it che hanno espresso il proprio punto di vista. La nostra non vuole essere, come ovvio, una consultazione che abbia i crismi dell’ufficialità, ma un modo per dar modo ai cittadini di esprimere il proprio punto di vista. Quindi merita attenzione quel 43% che dice un no secco alla costruzione di un termovalorizzatore nel Perugino. Merita attenzione perché ha dietro di sé la richiesta che si faccia di più e meglio nella raccolta differenziata, che si dia avvio a quanto stabilito nel Piano regionale dei rifiuti (finora fallimentare) per ciò che riguarda le politiche della riduzione degli imballaggi, che non si diano alibi a chi, in nome dell’efficienza dell’impianto che si andrebbe a costruire, possa iniziare a bruciarvi di tutto.

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E’ da sottolineare, però, che la maggioranza dei nostri utenti non è contraria al termovalorizzatore: il 35% si è detto favorevole, purché serva solo ad eliminare i pochi residui di una raccolta differenziata potenziata. Sono cittadini che chiedono un Piano dei rifiuti rinnovato ed efficiente, applicando i metodi della raccolta differenziata “porta a porta”. Troppi sono infatti i Comuni umbri che nicchiano da questo punto di vista. C’è, infine, un 22% che si dice favorevole alla costruzione di un impianto di termovalorizzazione perché ha paura che l’Umbria diventi una seconda Campania. Un impianto moderno, efficiente, che produca energia da immettere nella rete per trasformare i rifiuti da problema a risorsa.

Nuovo sondaggio: la Ru486 Ringraziando tutti coloro che hanno partecipato al precedente sondaggio, Umbria24.it ne lancia uno nuovo. Su una problematica quanomai al centro del dibattito politico: la somministrazione della Ru486, la cosiddetta “pillola abortiva”. Su questo problema è in atto una contrapposizione forte tra gli schieramenti, ma anche in seno allo stesso Partito democratico umbro. L’ex assessore alla Sanità Vincenzo Riommi aveva recepito le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico creato a livello regionale, il quale si era espresso per la somministrazione in regime di day hospital, come avviene in molti paesi europei. Posizione poi avallata a maggioranza dal Consiglio regionale. Di contro, il centrodestra chiede che vengano applicate le “linee guida” del ministero della Salute che indicano come la somministrazione debba avvenire in regime di ricovero ordinario. Nei giorni scorsi anche i tre cattolici del Pd Brega, Smacchi e Barberini si sono avvicinati a questa posizione, chiedendo la sperimentazione per un anno della somministrazione sotto ricovero. Umbria24.it chiede ai suoi lettori di dare il proprio parere, lasciando anche una terza scelta: cioè che lo Stato debba negare che si somministri un farmaco che dia facoltà di interrompere la gravidanza. Il sondaggio è in fondo a destra nella nostra home page. A voi la parola!

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