«Prima ritardano la raccolta differenziata, poi vengono a spiegarci che l’Umbria è in emergenza. E a darci la ricetta per superare l’emergenza, che ovviamente si chiama inceneritore e ampliamento delle discariche. Sarebbe opportuno che qualcuno chiedesse conto a certe società del perché il Piano dei rifiuti sta fallendo in maniera così clamorosa, magari suggerendo maggiori risultati e meno politica». Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta con queste parole le dichiarazioni del presidente di Gesenu Graziano Antonielli in sede di audizione presso la commissione Bilancio del comune di Perugia.

Contraddizioni sospette «E’ singolare – aggiunge Dottorini – che il presidente di una società tra le principali responsabili della gestione della raccolta differenziata in Umbria lamenti oggi lo stato di emergenza e chieda al più presto un nuovo inceneritore. Non solo: la stessa società viene a dirci che sarebbe disposta a farlo ma che non le conviene. Pare di capire, quindi, che dovrà essere la Regione a pagare, almeno in parte. Per giunta le dimensioni dovranno essere di oltre 200 mila tonnellate. Va ricordato che Gesenu è una società di gestione e che è singolare questo suo interesse verso l’inceneritore: il Piano dei rifiuiti e le delibere consiliari parlano chiaramente di separazione netta tra gestori dell’impianto finale e gestori della differenziata».

Rifiuti da importare? «Inoltre – aggiunge Dottorini – cosa si intende dicendo che l’inceneritore non è economicamente conveniente con la quantità di rifiuti umbri. Per caso si ha in mente di utilizzare anche rifiuti non umbri per farlo funzionare? O si prevede un aumento esagerato delle bollette dei cittadini per sostenere tutta la baracca? Attendiamo risposte, magari da chi ha la responsabilità politica della gestione dei rifiuti, come l’assessore regionale, e non da chi ha il solo compito di gestire i rifiuti e giustificare gli scarsi risultati raggiunti nella differenziata. Oltre ai costi per conferire in discarica (87 euro) e all’inceneritore (100 euro), invitiamo Antonielli a parlare dei costi, se non addirittura degli utili, che si avrebbero con una seria politica di riuso, recupero e raccolta differenziata».

Gesenu pensi al suo lavoro Sconsolata la conclusione di Dottorini: «Gesenu, in sostanza – afferma il capogruppo Idv – dice che l’inceneritore non conviene ma va fatto e lascia intendere che dovremo accollarci rifiuti da altre regioni per far rientrare dalla spesa. Nel frattempo sostiene l’ampliamento delle discariche. Noi ricordiamo solo che il compito di fare le scelte spetta alla politica. E che Gesenu deve solo preoccuparsi di fare bene ciò che in altre parti d’Italia funziona a meraviglia, senza scuse né ritardi. E che magari Antonielli – conclude Dottorini – decida cosa vuol fare da grande: se occuparsi della raccolta differenziata o dell’inceneritore».

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