Mismetti e il consiglio provinciale

Nel mirino c’è sempre il solito emendamento, quello che rischia di lasciare a casa la metà dei dipendenti delle amministrazioni provinciali italiane. In Umbria centinaia di lavoratori tra Perugia e Terni, che venerdì daranno vita a occupazioni simboliche dei Palazzi provinciale e ad un sit-in davanti alla Regione.

Tagli drastici L’emendamento alla legge di stabilità introdotto dal Governo prevede infatti una rideterminazione lineare della dotazione organica delle Province con una riduzione della spesa per il personale del 50% (30% per le Città Metropolitane). Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil fanno appello anche alla presidente della giunta regionale Catiuscia Marini ricordando che, come già ribadito in molteplici sedi e occasioni dai due presidenti provinciali, rimanendo così le cose in merito ai tagli e alla mancata riorganizzazione funzionale, la Regione sarà chiamata a farsi carico di una riconfigurazione degli assetti territoriali incompatibile con la garanzia dei servizi perché mancheranno sia le coperture finanziarie che il necessario supporto professionale dei lavoratori provinciali dichiarati in esubero.

Assemblee Oltre alle proteste, la situazione sarà oggetto di analisi in due assemblee, organizzate dalle organizzazioni sindacali contemporaneamente nella Provincia di Perugia e in quella di Terni dalle ore 10 alle ore 12 e coinvolgeranno tutti i lavoratori degli enti. Le assemblee saranno accompagnate da un’iniziativa di mobilitazione, programmata in tutta Italia, che porterà all’occupazione simbolica degli enti da parte dei lavoratori.

I motivi «La situazione che ad oggi si profila in relazione ai tagli previsti dal governo – spiegano i sindacati – è pesantissima, sia per i lavoratori che per i servizi. Già sono state richieste alle scuole misure di razionalizzazione di luce, di riscaldamento e via dicendo, che incidono sul funzionamento stesso dell’attività scolastica. Non osiamo pensare cosa potrebbe succedere se questo territorio fosse interessato da una nevicata o se ci fosse un qualsiasi altro evento metereologico straordinario. Ad oggi i tagli annunciati dal governo italiano per il funzionamento di questi e altri servizi sono di un miliardo per il 2015, due miliardi per il 2016, tre miliardi per il 2017. Quale idea di Stato, di servizi, di garanzie per i cittadini abbia questo governo, davvero non riusciamo a comprenderlo. In Umbria i dati di bilancio presentati dai due presidenti delle Province ci dicono che per la Provincia di Perugia si prevedono dai 15 ai 28 milioni di deficit per l’anno 2015 e per la provincia di Terni circa 8 milioni».

Incontro coi prefetti Secondo i sindacati il disegno che emerge è chiaro: la distruzione di un patrimonio di servizi e di professionalità.Per questo chiederanno un incontro urgente ai prefetti di Perugia e Terni, ma anche un chiaro percorso di riordino istituzionale alla Regione dell’Umbria. «La mancata proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza al 31 dicembre 2014 – sottolineano ancora i sindacati – determinerà una effettiva carenza di personale addetto all’esercizio di funzioni che potrebbero essere riallocate a livello regionale. Dal 1° gennaio – ci si chiede – e in assenza di un riordino organico, chi garantirà ai cittadini servizi fondamentali gestiti dal personale precario?».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.