Anche l’Adoc entra nella vicenda giudiziaria relativa al «superticket» sull’intramoenia, recentemente bocciato dal Tar dell’Umbria e oggetto di ricorso da parte della Regione.

Retroattività Nel mirino dell’Adoc la non retroattività del provvedimento. L’associazione dei consumatori ricorda come « il Collegio giudicante ha precisato che gli effetti dell’annullamento decorrono dalla data dell’annullamento, anziché retroagire al momento dell’adozione della citata delibera regionale». In pratica, non ci sarà restituzione per chi ha già pagato.

Politica «In buona sostanza – per l’Adoc – siamo di fronte ad una sentenza “politica” che, pur accertando l’illegittimità dell’operato della Regione, dispone solo per il futuro, impedendo ai pazienti di ottenere il rimborso delle spese fino ad oggi sostenute. Inoltre, nonostante quanto sopra, la Regione non ha ancora dato attuazione alle sentenze in esame, limitandosi a dichiarare che delibererà in un prossimo futuro, mentre nel frattempo i medici continuano ad applicare la maggiorazione illegittima, in assenza di diverse indicazione dell’Amministrazione Pubblica».

Discriminatoria «Reputiamo questa sentenza discriminatoria – afferma l’Adoc – verso i cittadini che in buona fede hanno precedentemente pagato rispetto a quelli che potranno usufruire degli effetti delle sentenze e in tal senso». L’Adoc ha dunque deciso di «procedere in via civile e di rivolgersi al Consiglio di Stato per il riconoscimento del diritto a riottenere il rimborso di quanto illegittimamente percepito dalla Regione, ovvero richiedere la parziale riforma delle sentenze del Tar Umbria nella parte in cui si limita l’efficacia temporale dell’annullamento della delibera n. 3/2012 della Regione Umbria».