di Mar.Ros.

La più anziana ha 86 anni, la più giovane 48; in tutto sono sette le suore di clausura che si prendono cura del monastero di Montecastrilli ma soprattutto della comunità cristiana che sovente si rivolge a loro per consigli, supporto spirituale e preghiera condivisa. Quella stessa comunità che oggi si muove per difendere un presidio religioso storico che vive nella memoria di tante generazioni e rappresenta ancora un punto di riferimento insostituibile. Il guaio è che risulta insostenibile per la federazione dell’ordine delle Clarisse che assume determinate decisioni e che sta andando verso la chiusura del monastero.

Monastero Anziane, malate, poche; oltre la grata si ritrovano a gestire un immenso patrimonio. E c’è una bella differenza rispetto a quando il gruppo era composto di una trentina di suore. L’assenza di vocazione e la perdita delle più anziane ne ha ridotto drasticamente il numero. Legato alla figura di Santa Chiara ma in particolare a quella di Suor Maria Lanceata Morelli di Montecastrilli, che ha fatto dell’umiltà e dell’ubbidienza i fari della sua esistenza, il monastero rappresenta per molti fedeli un luogo in cui poter vivere il silenzio e la luce del Signore. Qui i cristiani trovano sempre una parola di conforto; non solo quelli di Montecastrilli ma anche quelli dei territori limitrofi se non addirittura pellegrini di passaggio da ogni parte del mondo. La rubrica del cellulare di suor Maria Cristina è piena di contatti, persone che hanno bisogno di aiuto, tante che ricevono anche il messaggio della buonanotte, persino coppie che trovano anche una sorta di consulenza matrimoniale.

Montecastrilli Per scongiurare la chiusura del monastero è stata attivata una raccolta firme. Lì dentro il tempo scorre lentamente, in sintonia solo con Dio. Per le suore sveglia alle sei e dopo mezz’ora scatta la preghiera in coro, con adorazione, fino alle 8 circa. Segue la colazione poi ognuno fa le sue cose tra ricamo, pulizia, cucina, studio. Dopo il pranzo ci si riposa o si passeggia poi riprende la preghiera, quindi meditazione, vespro, rosario e santa messa. Quindi si cena presto e poi si conversa in un cosiddetto momento di ricreazione. Funziona un po’ come in una grande famiglia e come questa le suore abbracciano la comunità che oggi vuole trattenerle attive nel monastero di Montecastrilli. Autori di libri sulla storia del posto, sulla vita di suor Maria Lanceata e il regista del film ‘Corporalmente rinchiuse’, anche loro sono in campo per difendere un luogo di culto tanto significativo. Sindaco compreso.

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