di Giorgia Olivieri e Elle Biscarini
Crisi abitativa, mobilità notturna, benessere psicologico, riforma dei tirocini, tutela dei consultori e revisione del concetto di merito: questi i punti per cui gli studenti delle scuole superiori e gli universitari dell’Umbria sono scesi nuovamente in piazza venerdì 18 novembre. Un corteo che si è mosso da piazza Partigiani fino a piazza Italia, proprio sotto il palazzo dell’Assemblea regionale. Oltre un centinaio i presenti, tra i quali spunta anche l’onorevole 5Stelle Emma Pavanelli. Duri cori contro governo e Regione, con frasi colorite contro Meloni e Tesei.
VIDEO – STUDENTI IN PIAZZA: «VOGLIAMO FATTI, NON PROPAGANDA»
Dal nazionale al locale Il corteo di studenti dell’Umbria ha dato spazio anche richieste di carattere regionale, accanto a quelle concordate con la piattaforma nazionale. «Siamo in piazza a Perugia, come in tutta Italia, per rivendicare un confronto collettivo – spiega Nicola Cardinali, coordinatore di Link – dall’Assemblea regionale dei giovani in Umbria, agli stati generali a Roma, abbiamo elaborato un piano, abbiamo fatto assemblee nelle scuole, nelle università e nei quartieri, abbiamo bisogno di un confronto che parli di trasporti, bollette, abitare, benessere psicologico, siamo stanchi della propaganda». Le critiche più feroci verso il governo si concentrano sul concetto di meritocrazia, al centro del dibattito per il ribattezzato ministero dell’Istruzione e del merito. «Dopo le ultime elezioni ci troviamo con un governo di estrema destra che va ad attaccare i diritti di studenti e studentesse – dichiara Alice Spilla, Unione degli studenti e Link coordinamento universitario – siamo in piazza oggi proprio per rivendicare una scuola che si fondi su cinque pilastri fondamentali che partono sicuramente da una riforma del sistema dell’istruzione, non fondato sul merito, come questo governo ci vuol far credere, ma sui diritti».
VIDEO – PAVANELLI: «REGIONE E COMUNE FACCIANO QUALCOSA IN PIÙ»
Appello a Tesei e Romizi Non si salvano neanche l’amministrazione regionale e comunale: i manifestanti rivendicano la gravità della crisi abitativa ancora in corso a Perugia, che costringe centinaia di studenti a pagare affitti considerati esorbitanti e perfino a rimanere senza casa. «Regione e Comune non ci stanno ascoltando su questi temi nonostante manifestiamo da mesi», sottolinea Nicholas Radicchi di Udu e Rete degli studenti medi. In mezzo al corteo, spunta anche la deputata Emma Pavanelli, che si esprime a favore delle rivendicazioni studentesche: «Sono qua per dare un supporto ai ragazzi, abbiamo un grande problema, non solo a Perugia ma a livello nazionale, con le case per gli studenti che dopo quasi tre anni sono finalmente tornati a fare lezioni in presenza in tutte le università e ovviamente stanno venendo fuori tutte le problematiche che c’erano già prima». Altra critica verso Regione e Comune di Perugia, riguarda i trasporti: in particolare arriva ancora la richiesta di riattivare il servizio di mobilità notturna ‘Gimo’ e l’estensione dell’abbonamento a costo ridotto anche agli studenti superiori. «La Costituzione ci dice che la scuola deve essere gratuita e pretendiamo che lo sia, chiediamo che l’abbonamento unico a 60 euro venga allargato anche a noi», così Francesco Palmiotto, di Altrascuola e Rete degli studenti medi e presidente dalla Consulta regionale degli studenti.
