di Ivano Porfiri
Tremila studenti invadono piazza IV Novembre a Perugia. Inizia così, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Perugia, la «settimana di protesta» che vedrà gli istituti occupati o cogestiti.
Video. Nel vivo della protesta
Video: l’invasione della piazza
Tremila Tanti, tantissimi, con ironia e allegria misti alla rabbia di chi non vuole vedersi «tagliato» il proprio futuro insieme ai fondi per l’istruzione. «Siamo tremila e siamo bellissimi», dice uno dei rappresentanti al microfono che sostituisce il megafono delle vecchie manifestazioni studentesche. Duemila secondo la questura. La folla dei ragazzi e delle ragazze risponde con un boato. Si sono presentati così intorno alle 10.30 gli studenti di Perugia e provincia in piazza IV Novembre dopo un corteo per dire no ai tagli all’istruzione e sì al diritto allo studio.
Le immagini della manifestazione
Ministro contestato Slogan, striscioni che erano pronti a mostrare al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che doveva presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico ma che ha dato forfait. L’annuncio arriva in piazza e scatena fischi e «buuu». E anche cori contro: «Ministro Profumo vaff…».
Settimana di occupazioni Dal microfono parte anche l’annuncio che parte con la manifestazione la settimana di protesta che si concretizzerà con occupazioni e cogestioni degli istituti superiori. Occupazioni scattate subito dopo il corteo, ad esempio al Pieralli o all’Alessi. Gli studenti chiamano alla mobilitazione comune anche i professori: in fondo i tagli colpiscono tanto gli uni quanto gli altri.
Casciari vicina Anche la vicepresidente della Regione, Carla casciari, si è detta «vicina ai numerosi studenti delle scuole superiori che oggi sono scesi in piazza a Perugia per riaffermare il loro diritto allo studio, così come previsto dalla nostra Costituzione. Mi unisco – aggiungo – al malessere espresso dal mondo studentesco per la situazione generale in cui versa l’istruzione nel nostro Paese. Ed esprimo nuovamente il mio dissenso a quanto previsto dal ‘Ddl953’, ex legge Aprea, che è attualmente fermo in Commissione cultura del Senato e che mi auspico non venga mia approvato. Il provvedimento rischia infatti di allontanare ancora di più – secondo l’assessore – la scuola dai quei parametri di democrazia, funzione pubblica e unitarietà nazionale che la Costituzione le riconosce».

Comments are closed.