di D.B.
Smettere di ritirare i rifiuti e togliere i cassonetti a coloro che hanno una morosità superiore ai cinquemila euro o che non hanno aderito alla rottamazione? Non si può fare. Mercoledì con i quattro no della maggioranza e l’unico voto a favore di Camicia sono state respinte le proposte di quest’ultimo relative alla modifica del regolamento Tari. Il consigliere nelle settimane scorse grazie a un accesso agli atti aveva portato a galla una serie di dati relativi alla morosità: oltre 14.500 le utenze che nel solo 2017 non avevano pagato la bolletta dei rifiuti, e tra di esse ci sono studi professionali, alberghi anche del centro storico, ristoranti, marchi nazionali del commercio, associazioni, attività artigiane, agenzie di assicurazione, scuole e pure partiti. Mancata riscossione della Tari che rappresenta uno degli elementi di sofferenza più gravi per le casse del Comune.
OLTRE 14.500 MOROSI SOLO NEL 2017
Doppio niet Da qui le proposte di modifica di Camicia, che puntava anche a vietare agli amministratori del Comune la possibilità di aderire alla rottamazione e, per quanto riguarda i condomini, alla sostituzione delle serrature dei cassonetti. In più si puntava a una sospensione del servizio per coloro che hanno morosità relative al triennio 2014-2016, oggetto della recente definizione agevolata alla quale hanno aderito in pochi (poco più di 3.300 utenze). Durante la seduta però è arrivato il doppio niet da parte di due dirigenti del Comune, cioè Vincenzo Piro e Mirco Rosi Bonci: l’eliminazione del servizio – hanno spiegato – potrebbe risultare illegittima in quanto non contemplata dalla normativa; in più le leggi consentono ai Comuni solo di deliberare sull’ammontare della riduzione dei tributi e materie connesse, perciò ogni altro principio introdotto di configura come illegittimo.
