Luca Panichi appena arrivato sullo Stelvio (Foto M.Loche)

di Ivano Porfiri

«Dedico questo successo alla memoria di mio padre, di Marco Pantani e Fabio Casartelli. E poi a tutti quelli che mi hanno sostenuto e mi sono stati vicini». E’ Luca Panichi il grande, vero protagonista della scalata al Passo dello Stelvio sulla sua carrozzina. Il suo passaggio sotto il traguardo in diretta Rai ha emozionato tutti.

I numeri Luca ha «domato» la Cima Coppi in poco più di 8 ore: partenza alle 7 e poi 16 chilometri alla velocità media di 2 km/h. Solo gli ultimi 3 km, che hanno pendenza dell’8%, sono stati leggermente più lenti. Ma Luca ha superato tutti, anche le sue attese, come racconta a caldo a Umbria24.

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Luca raggiante «Sono felicissimo, è stata una vera impresa e sono emozionatissimo. Sono andato su con una velocità costante, arrivando prima della tabella di marcia che ci eravamo prefissi. Questo è accaduto anche grazie all’alimentazione e alla concentrazione che ho tenuto per tutta la scalata».

FOTO: LA SCALATA DI LUCA IN DIRETTA

I ringraziamenti Luca ci tiene a ringraziare «i miei due fratelloni Davide e Umberto, Mirko, la mia ragazza Chiara e Francesco, il tecnico della Progeo». Proprio all’azienda che gli ha modellato una carrozzina tutta speciale Luca ha potuto coronare il suo sogno. «La carrozzina mi ha permesso una postura che mi ha consentito uno sforzo muscolare equilibrato». I ringraziamenti vanno poi «a tutti quelli che mi hanno sostenuto: anche le amministrazioni di Magiano, Marsciano e Perugia, la provincia di Perugia, tutto il mondo del ciclismo umbro che ho sentito al mio fianco».

Momenti duri Luca racconta che «ci sono stati anche momenti duri, ma vere e proprie crisi mai: ho tenuto un ritmo costante sui 2 km/h. E’ stata davvero una bella prestazione sportiva».

L’emozione dello Stelvio Ma la cosa che gli rimarrà di più impressa è «l’abbraccio dello Stelvio. La gente che mi ha incitato nel vero nome del ciclismo che è condivisione: Pantani diceva sempre che ‘ognuno ha un suo traguardo’, questo è il vero messaggio del ciclismo che fa condividere tante emozioni. Dedico anche a lui, a Fabio Casartelli e a mio padre questa impresa».

Lo sprint finale Luca prima di arrivare si è fermato. «A 100 metri dall’arrivo mi sono bloccato e poi ho fatto uno sprint in mezzo a due ali di folla che mi incitavano: è stato grande. Ho provato una sensazione che non mi dimenticherò mai».

L’emozione dello Stelvio

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