di Daniele Bovi
In macchina o in autobus fino a Creti-Farneta, in provincia di Arezzo, per poi salire sul treno che potrebbe fermare nella nuova stazione dell’Alta velocità MedioEtruria. Per la prima volta nel corso del lungo e spesso campanilistico dibattito sulla possibile collocazione della stazione, la Regione Umbria esce ufficialmente allo scoperto indicando quella che, secondo Palazzo Donini, è la soluzione migliore. L’indicazione l’esecutivo regionale la mette nero su bianco in quello che è il documento “principe” della programmazione in materia, ovvero il nuovo Piano dei trasporti 2022-2032; centinaia di pagine (per ora si tratta dell’ok al «documento programmatico preliminare» in attesa che il piano vero e proprio venga approvato) in cui si traccia la strategia almeno per il prossimo decennio.
Il documento Alcune di esse sono dedicate alla MedioEtruria. In particolare in un capitolo la Regione «propone una soluzione di riferimento per l’ubicazione di questa infrastruttura strategica per migliorare l’accesso alla rete dell’Alta velocità ferroviaria». Per Palazzo Donini e i tecnici che hanno redatto il documento Creti-Farneta, a breve distanza dallo svincolo di Foiano del raccordo Perugia-Bettolle, sarebbe una «collocazione baricentrica rispetto ai tre capoluoghi di Provincia», ovvero Perugia, Arezzo e Siena, tutti «attrattori di traffico di rango sovraregionale, e caratterizzata da una elevatissima accessibilità territoriale garantita dalla viabilità extraurbana principale e da quella autostradale».
Perché a Creti A supporto della tesi Palazzo Donini indica alcuni fattori: piazzare treni dell’Alta velocità sulla direttissima Roma-Firenze permetterebbe di «eliminare i costi a carico delle comunità locali connessi alla circolazione dei treni AV su linee Rfi secondarie», come ad esempio quello che parte da Perugia. Nel documento si citano poi i dati della MedioPadana: quattromila passeggeri al giorno con una crescita da 12 a 76 treni ogni 24 ore. Stazione raggiunta soprattutto tramite «auto privata e autobus nonostante la presenza di una linea ferroviaria regionale». Altro elemento a supporto è la «crescente rigidità» lungo la tratta Roma-Firenze, dove viaggiano sia i treni AV che i regionali veloci: ciò «fa propendere per soluzioni di accessibilità mediante trasporto stradale (auto e bus) in grado di garantire flessibilità di orario e margini di crescita ai servizi di adduzione e distribuzione con costi di gestione contenuti che serviranno l’intero bacino potenziale di traffico della nuova stazione».
Strade e treni Per la Regione poi l’attuale dotazione di strade e quella programmata (come la E78) garantisce «livelli di servizio e tempi di percorrenza altamente competitivi sulle brevi e medie distanze da gran parte del bacino potenziale di traffico». Per quanto riguarda Perugia, ovviamente si parla soprattuto del Centro-Nord della Provincia. Partendo dal capoluogo al momento si parla di quasi 60 km e 50 minuti di viaggio in auto, mentre da Castello servirebbe qualche minuto in più per un chilometraggio sostanzialmente identico. Infine, «in una prospettiva di lungo periodo» viene anche inserita la possibilità che – data la vicinanza alle linee Siena-Sinalunga, Arezzo–Sinalunga e Foligno–Terontola – possa essere costruita una trasversale di 20 km fra Terontola (per molti perugini la vera stazione del capoluogo umbro) e Foiano.
Il tavolo La certezza è che il dibattito sulla collocazione si accenderà nuovamente anche sulla base della soluzione indicata dalla Regione. Che Creti fosse la collocazione preferita di Palazzo Donini non era un mistero per gli addetti ai lavori, ma ufficialmente non c’era mai stata una presa di posizione. Nell’ottobre scorso il ministero delle Infrastrutture, allora retto da Enrico Giovannini e ora da Matteo Salvini, le Regioni Umbria e Toscana più naturalmente Rete ferroviaria italiana, avevano siglato un protocollo d’intesa proprio per sciogliere il nodo della localizzazione nell’arco di sei mesi, massimo un anno. Nel protocollo si parlava di un tavolo tecnico al quale sono invitate le Regioni Umbria e Toscana, Rete ferroviaria italiana e il Ministero delle Infrastrutture. Il problema è che da ottobre a oggi non è mai stata convocata alcuna riunione.
Ipotesi e desideri Negli anni sono state ipotizzate diverse opzioni: oltre a Creti, Terrarossa e Rigutino (Arezzo), Montallese (vicino Chiusi), Tre Berte (Montepulciano) e pure Bettolle; a Rigutino, in particolare, il territorio sta lavorando ventre a terra per realizzare la stazione con tanto di raccolta firme. Giorni fa Salvini nel corso di un tour elettorale nel senese aveva spiegato che il problema della localizzazione «lo risolverò in base ai numeri, in base ai dati e ai flussi, non in base ai desideri di questo o quel governatore, di questo o quel sindaco». Poche ore prima a prendere posizione era stato proprio il presidente della Toscana, Eugenio Giani, nel corso di un appuntamento ad Arezzo durante il quale aveva sottolineato che «la stazione è necessaria» e che «secondo me, la soluzione preferibile sarebbe quella di Rigutino». Insomma, ci sarà da divertirsi.
