di Ma. Gi. Pen.

La Regione Umbria ha impugnato la determinazione del dirigente del Comune di Terni sul progetto per lo stadio Liberati, meglio noto come progetto stadio-clinica. La partita ora si appresta ad essere giocata al Tar mentre in città il clima è di fuoco. Il sindaco Bandecchi ha annunciato che l’avvocatura comunale si è già messa in moto per analizzare la vicenda. Mentre le reazioni, il giorno dopo, arrivano da più parti. E intanto, la Ternana calcio?

Bandecchi mobilita l’avvocatura comunale «Sono allibito nell’aver letto una marea di bugie che minano gli atti amministrativi adottati dalla stessa Regione dell’Umbria – scrive il sindaco Bandecchi in una nota -. La conferenza dei servizi del 2022 si è conclusa con parere positivo con prescrizioni. Ripeto positivo, sono pronto a gridarlo e a sostenerlo in ogni luogo. Negare questo vuol dire cambiare le carte in tavola. La stessa regione si è successivamente espressa sullo stadio clinica assegnando complessivamente 142 posti letto privati convenzionati alla provincia di Terni. Ancor prima la Regione ha condiviso, o comunque non si è mai opposta, all’interesse pubblico decretato nel 2020 a maggioranza assoluta dal consiglio comunale di Terni». Poi riprende e annuncia la mossa dell’avvocatura: «Dato che la vittoria si annida nel silenzio non intendo assolutamente rivelare quale saranno le motivazioni giuridiche dell’opposizione del Comune di Terni all’improvvido ricorso della Regione. Né tantomeno il Comune intende scendere ai livelli comunicativi della Regione che ha chiamato la sua avvocatura addirittura a diffondere una inusuale nota con palesi contraddizioni rispetto alla veridicità degli atti e dell’iter amministrativo fin qui adottati. Posso dire che la nostra avvocatura comunale sta analizzando quanto depositato dalla Regione dell’Umbria per far valere gli interessi del nostro ente e della nostra città. Dal punto di vista politico posso assicurare che mi batterò con tutte le energie affinché i bisogni di Terni siano assicurati».

La nota dell’avvocatura regionale Dal canto suo, l’avvocatura della Regione si era espressa nel tardo pomeriggio di martedì: «La giunta regionale ha inteso tutelare e garantire l’organizzazione e la gestione unitaria del servizio sanitario regionale a fronte di un atto del Comune di Terni palesemente e oggettivamente viziato e illegittimo – scrive l’avvocatura regionale in una nota -. La determina dirigenziale del Comune di Terni impugnata relativa al progetto stadio-clinica contiene informazioni, motivazioni e conclusioni contrarie a norma di legge e non veritiera in quanto: la conferenza dei servizi, conclusa dalla precedente giunta, è terminata con il rifiuto giuridico assoluto alla costruzione della clinica e alla assurda e impossibile, a norma di legge, assegnazione a tale inesistente struttura i 80 posti accreditati; identica materia/progetto era stata già esaminata, rigettata e respinta dal Tar dell’Umbria con sentenza dell’anno 2025 su progetto dell’Università Unicusano – Ternana Calcio, con condanna di quest’ultimo alle spese legali a favore della Regione Umbria. L’erogazione delle prestazioni sanitarie, nei contenuti e nell’erogazione effettiva, verrà pienamente garantita per la provincia di Terni e per tutti gli umbri nella programmazione regionale e nel nuovo piano socio sanitario e certamente non con azioni, come quella avviata dal Comune di Terni, palesemente contrarie alle norme di legge».

E la Ternana? Quel che spaventa l’ambiente al momento è anche il futuro della Ternana Calcio. Arrivata in città a metà settembre, la famiglia Rizzo è subito diventata anche proprietaria del 100% di Stadium spa, società strategica per lo sviluppo delle infrastrutture del club. Alla conferenza stampa di presentazione della nuova presidente Claudia Rizzo, era stato dichiarato: «L’impegno della famiglia Rizzo passa sia dalla holding sia dal gruppo Villa Claudia, ma il loro impegno è totale sia su stadio sia su clinica». I nuovi proprietari delle Fere avevano da subito espresso la volontà di occuparsi del progetto stadio-clinica col sindaco di Terni che ha dichiarato più volte di aver ceduto il progetto alla Ternana. La possibilità che il progetto venga bloccato al Tar porterà ripercussioni anche in casa rossoverde? La domanda, che tra l’altro i supporter si stanno facendo in queste ore, è lecita.

La posizione di De Luca A intervenire in merito alla mossa della Regione, con un post social mercoledì mattina, l’assessore De Luca: «“La clinica/casa di cura non ha avuto assenso alla sua realizzazione”. Questo è scritto nel verbale della conferenza dei servizi decisoria del 3 novembre 2022 e riportato nella determina 11253 del 4 novembre 2022. All’epoca assessore regionale, con delega all’edilizia sanitaria era proprio il consigliere Enrico Melasecche – scrive -. La giunta regionale ha dovuto obbligatoriamente agire per l’impugnazione della Determina Dirigenziale del Comune di Terni 2088 del 23 luglio 2025 sul progetto stadio-clinica a tutela della correttezza amministrativa, della trasparenza e dell’integrità dell’ente regionale. Purtroppo l’atto del Comune di Terni, come riportato in una nota stampa dell’avvocatura regionale è “palesemente e oggettivamente viziato e illegittimo”. Stravolge gli esiti della conferenza dei servizi decisoria del novembre 2022 che, con la giunta Tesei alla guida della regione decise l’approvazione condizionata del solo stadio, esprimendo un netto dissenso e diniego per la clinica, la cui realizzazione non era prevista in alcun Piano sanitario regionale, all’epoca inesistente tanto che era in vigore ancora quello del 2011. Il piano sanitario non fu poi mai votato dalla giunta Tesei. La determina dirigenziale che la giunta regionale ha dovuto impugnare ritiene, erroneamente, di superare le prescrizioni della conferenza dei servizi tramite la delibera della giunta Tesei 1399/2023 che individuava 80 posti letto convenzionati per la provincia di Terni, ma non vincolandoli al progetto in questione. Inoltre, la determina ignora l’obbligo di richiedere la verifica preliminare di compatibilità del progetto con la programmazione regionale. Senza l’impugnativa la regione sarebbe stata costretta a compiere un atto illegittimo, davanti ad una conferenza dei servizi per una clinica che si è conclusa senza “assenso alla realizzazione” non prevista nel Piano sanitario, non accreditata e non ancora costruita, violando ogni legge in materia ed esponendo l’ente a ricorsi e a conseguenze penali. Inoltre, è stato ignorato un precedente giudizio del Tar Umbria che aveva già accertato come l’autorizzazione alla realizzazione della clinica fosse stata negata dalla precedente giunta Tesei. L’avvio della demolizione dello stadio con una conferenza dei servizi conclusa senza “assenso alla realizzazione” avrebbe lasciato Terni senza alcuno stadio. Non c’è alcuna minaccia o sproloquio che può cambiare questa evidenza dei fatti».

Corridore «Siamo di fronte a una situazione paradossale», dichiara in un video (qui il contenuto integrale dalla pagina Facebook del vicesindaco) diffuso sui suoi canali social il vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore. Il vicesindaco dopo essere entrato nel merito della vicenda dice: «Se una conferenza dei servizi si chiude definitivamente, perché poi si sostiene il contrario?». «Il problema è di carattere politico, la città di Terni viene sempre messa in secondo piano», asserisce per poi aggiungere: «Non ci fermeremo, porteremo avanti la nostra battaglia. Siamo convinti di aver ragione e lo dimostreremo e combatteremo a tutela e difesa del nostro territorio».

Ferranti Il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, invece definisce in una nota l’impugnatura della delibera «un atto surreale». «Di solito infatti a tutelare i propri interessi privati ricorrendo al Tar sono, per l’appunto, i privati stessi che contestano le scelte amministrative – scrive Ferranti -. In questo caso – osserva Ferranti – a tutelare interessi privati su una progettazione dichiarata di interesse pubblico dal consiglio comunale di Terni nel 2021 è invece la Regione dell’Umbria. Appare evidente che l’interesse della Regione a guida centrosinistra è impedire a Terni e all’Umbria del sud di essere dotati di una clinica privata convenzionata e di un nuovo e moderno stadio. E’ la dimostrazione – dichiara il vicepresidente – che l’attuale governo regionale non sta adeguatamente tutelando gli interessi di Terni, della provincia e dell’Umbria meridionale, né dal punto di vista della crescita, né da quello del diritto dei cittadini ad usufruire di una sanità efficiente».

Avs Anche Alleanza verdi e sinistra interviene in merito: «Il conflitto di interessi del sindaco (pro tempore) di Terni, Stefano Bandecchi, è davvero risolto? Lui dice di sì. Nel solito video pieno di insulti e confusione, nel quale attacca la Regione per aver ripristinato la legalità, impugnando un atto palesemente illegittimo del Comune di Terni, afferma di aver “regalato” il progetto stadio-clinica e quindi di non avere più interessi personali. Ma la domanda che ci viene naturale è: ha regalato anche il terreno su cui dovrebbe sorgere la clinica, “Ternanello”? A noi non risulta. Una semplice visura consente di verificare che il terreno appartiene ancora a Ternana Women, il cui presidente è Stefano Bandecchi». Avs aggiunge: «Attendiamo di essere smentiti, in caso contrario il sindaco spieghi e chieda scusa per aver (ancora una volta) detto una bugia alla città. Nel frattempo, va fatta chiarezza su un fatto molto importante che non sembra essere chiaro nel dibattito pubblico: chiunque oggi può aprire una clinica privata a Terni. Non esistono divieti, non esistono preclusioni. Esistono solo delle leggi e delle regole che devono essere rispettate. Quello che non si può fare, è pretendere di avere, ancor prima dell’apertura, un convenzionamento con il servizio sanitario pubblico». In conclusione i Verdi ribadiscono che «nessuna clinica privata risolverà i problemi della sanità ternana».

De Rebotti Rompe il silenzio anche l’assessore regionale Francesco De Rebotti, sempre con un post social: «L’atto del Comune di Terni che richiederebbe, per finanziare lo stadio, la realizzazione di una clinica convenzionata, cioè con prestazioni pagate dal sistema sanitario regionale, ci è stato rappresentato come non procedibile dall’avvocatura. Tale valutazione è stata ribadita da diversi soggetti chiamati a considerarne la fattibilità, già in sede di conferenza dei servizi che si è tenuta durante il mandato della precedente Giunta Regionale, esprimendo dissenso motivato alla realizzazione della clinica e autorizzando la costruzione dello stadio, ma con altro piano finanziario, non collegato alla clinica stessa. Il Comune di Terni ha deciso comunque di andare avanti, e come già avvenuto nel marzo 2025, sarà il Tar a doversi esprimere sulla correttezza del procedimento, a tutela dell’intera comunità. Personalmente, mi sono sempre sottratto al conflitto istituzionale e politico permanente, perché sono convinto che faccia male alla città di Terni e a tutto il territorio. Oggi più che mai, invece, abbiamo bisogno di concentrarci su ciò che conta davvero: una sanità pubblica più moderna, efficiente e vicina ai cittadini. La responsabilità istituzionale non può consentire, a fronte di posizioni rilevate dall’avvocatura regionale come potenzialmente non legittime, di ignorarle».

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