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«L’operazione stadio-clinica non è sostenibile». Così è scritto nero su bianco in una delibera dell’Autorità anticorruzione Anac a seguito di una segnalazione ricevuta il 23 gennaio scorso. «Il Pef – si legge nello stesso documento -, oltre ad essere indeterminato, incompleto e inattendibile, prevede come fondamentali fonti di sostenibilità economico-finanziaria eventi irrealizzabili».

Dall’illegittimità dell’affidamento senza gara da parte del Comune di Terni dell’intervento di riqualificazione dello stadio Libero Liberati da 118 milioni di euro alla Stadium Spa, passando per errate interpretazioni normative, l’Anac, ricostruendo vicende societarie e giudiziarie che hanno interessato la vicenda, evidenzia come l’equilibrio dell’operazione sia fondato su una programmazione sanitaria non prevista e comunque in capo alla Regione Umbria. Rilevate inoltre l’indeterminatezza del contributo pubblico, l’inefficacia di vecchie convenzioni con la sentenza del Tar nonché l’instabilità del concessionario dato che nel frattempo per la Ternana calcio si è aperta la procedura di liquidazione giudiziale.

Il parere dell’autorità anticorruzione sembra rappresentare l’ennesima prova di un’operazione irrealizzabile, almeno per come proposta. Secondo quanto ricostruito, in sede di conferenza dei servizi, peraltro, il progetto definitivo dello stadio era stato approvato a condizione che venisse esclusa proprio la realizzazione della struttura sanitaria. Il Comune non poteva quindi superare autonomamente il dissenso regionale sulla compatibilità con la programmazione sanitaria, come il Tar ha poi in effetti sentenziato.