di Daniele Bovi
Offrire ai detenuti un’occasione di riscatto e di lotta ai comportamenti antisociali attraverso lo sport e lavori socialmente utili in contesti sportivi, compresa la cura delle disabilità. Sono questi gli elementi al centro del protocollo che, nei prossimi giorni, sarà firmato dal Comune di Perugia, dai vertici di diverse corti e tribunali, da quelli del carcere di Capanne, dal Coni Umbria e dall’Ordine degli avvocati di Perugia.
Cosa prevede Il protocollo consente a minori, giovani adulti e adulti coinvolti in procedimenti penali – compresi i detenuti – di partecipare ad attività sportive o svolgere lavori socialmente utili all’interno di contesti sportivi, compresi quelli legati alla cura delle disabilità. Uno degli aspetti centrali dell’accordo è la possibilità di applicare misure alternative alla detenzione, come il lavoro di pubblica utilità e la messa alla prova, favorendo percorsi educativi che rafforzano il senso di responsabilità individuale. Oltre ai benefici legati allo sport e alla socialità, il protocollo offre ai partecipanti la possibilità di ottenere abilitazioni e brevetti sportivi; certificazioni che potrebbero risultare utili per un futuro inserimento lavorativo. Come sottolineato negli atti il progetto punta infatti a favorire «l’acquisizione di valori, regole di condotta e competenze nell’ambito sportivo-rieducativo».
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Opportunità L’iniziativa prende ispirazione da esperienze già avviate in passato con minori e giovani adulti, ma ora viene estesa a tutte le persone sottoposte a procedimento penale, ampliando così le opportunità di recupero e reinserimento. Al centro di tutto c’è un principio costituzionale troppo spesso dimenticato, ovvero quello che attraverso l’articolo 27 stabilisce che la pena deve avere una funzione rieducativa e non solo punitiva. L’attività sportiva diventa così uno strumento per acquisire competenze, imparare regole di convivenza e intraprendere un percorso di reinserimento lontano dai circuiti criminali.
Costituzione e non solo Il protocollo ha come punti di riferimento normativi anche leggi e raccomandazioni nazionali ed europee in materia di reinserimento sociale. Recentemente poi è stato modificato anche l’articolo 33 della Costituzione, che ora riconosce il valore educativo e sociale dello sport. Tutte le istituzioni coinvolte si impegneranno a promuovere l’accordo (che non prevede costi) nei rispettivi ambiti.
Vossi «È un’iniziativa che ho a cuore da molti anni. Questo futuro protocollo d’intesa – dice l’assessore Pierluigi Vossi – coniuga le mie due passioni, ovvero l’attività forense e lo sport, e l’ho predisposto prima di questo incarico amministrativo assieme alla commissione Oltre il diritto dell’Ordine degli avvocati di Perugia. Oggi ho ritenuto essenziale estendere la partecipazione anche alla nostra Amministrazione. Il Comune, così, potrà impegnarsi a promuoverne le finalità presso le associazioni e società affidatarie dei suoi impianti sportivi a mezzo di appositi regolamenti e convenzioni, oltre che a segnalare il nominativo di quelle disposte a condividere le progettualità di riabilitazione sociale e ad accogliere le persone destinatarie dell’intervento».
