Il carcere di Capanne (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Dopo la protesta di un detenuto che giovedì è salito sul tetto del carcere perugino di Capanne, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe) sollecita interventi per affrontare la situazione nel carcere e nel sistema penitenziario nazionale. Secondo Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe per l’Umbria, l’uomo – già noto per episodi simili – è stato convinto a scendere grazie all’intervento della penitenziaria; al momento le ragioni della protesta non sono note.

I problemi Quel che è certo è che i mali della struttura perugina, destinata a detenuti comuni e l’unica dell’Umbria con una sezione femminile, sono molti. In primis c’è il sovraffollamento: secondo i dati del Dap (il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) aggiornati al 31 dicembre, a Capanne sono ospitati 462 detenuti a fronte di una capienza di 363 posti; numeri che rendono Capanne il carcere più sovraffollato dell’Umbria. Una percentuale significativa della popolazione carceraria inoltre è affetta da problematiche di salute: il 46,6 per cento è tossicodipendente mentre quasi uno su cinque soffre di disturbi psichiatrici; condizioni di salute che richiedono interventi specialistici che il carcere fa molta fatica a garantire. Tra le carenze c’è ovviamente quella che riguarda il personale della penitenziaria, alla quale servirebbero circa 30 agenti in più. Problematiche che si riflettono in altri numeri: nel 2024 – ma le statistiche vanno ancora aggiornate – si parla di quasi 100 episodi di autolesionismo, una ventina di tentati suicidi e una 30ina di aggressioni agli agenti.

Il sindacato A proposito dell’episodio di giovedì il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha evidenziato come gli episodi di violenza nelle carceri italiane siano ormai quotidiani, con un livello di criticità senza precedenti negli ultimi vent’anni. Secondo Capece, senza interventi rapidi, la situazione potrebbe degenerare fino a rendere necessario l’impiego dell’Esercito per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari. Capece ha lanciato un appello affinché le istituzioni non lascino soli gli agenti e ha chiesto misure urgenti per ristabilire l’ordine. «Servono regole ferree e una tolleranza zero verso i detenuti violenti – ha dichiarato – affinché lo Stato faccia sentire la sua presenza e ponga fine a questa diffusa impunità».

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