di Chia.Fa.
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Ci sono volute cinque ore di consiglio comunale, a tratti anche particolarmente animato, per approvare il regolamento dell’arredo urbano. La pratica, che segna l’addio ai gazebo per bar e ristoranti a partire dal 2017, è passata con 15 voti favorevoli e 6 contrari, mentre la maggioranza, dopo le frizioni dei giorni scorsi, ha dato prova di compattezza arginando il forcing compiuto dal Pd a colpi di emendamenti.
Disco rosso per emendamenti Pd Bocciate infatti le modifiche presentate dai democratici per aumentare il limite di 130 centimetri fissato dal regolamento per i parapetti dei dehors e il correttivo sulla polizza fideiussoria (bancaria o assicurativa) che i commercianti dovranno stipulare per allestire i gazebo. Rinnovamento e Spoleto popolare hanno acceso disco rosso anche sui due emendamenti con cui si voleva eliminare l’esplicito divieto ai gazebo segnato nel testo e pure il riferimento alla concessione di otto mesi massimo per l’occupazione di suolo pubblico.
Fabrizio Cardarelli In questo senso il sindaco Fabrizio Cardarelli ha spiegato: «Il rinvio di due anni ottenuto con la Soprintendenza risponde alle esigenze dei commercianti alcuni dei quali però avevano già presentato progetti aderenti alle nuove disposizione, a loro chiedo di non ritirarli, perché – ha detto – è arrivato il momento di dire basta a installazioni indecorose nei salotti buoni della città». In aula anche il presidente di ConSpoleto e vicepresidente Confcommercio, Tommaso Barbanera che ha reagito duramente alle parole del sindaco, interrompendo i lavori in aula.
Pd e Antonio Cappelletti Critici, inutile dirlo, anche i democratici a cominciare da Stefano Lisci, Laura Zampa e Massimiliano Capitani che hanno calcato la mano sull’addio ai gazebo, sostenendo che da parte della Soprintendenza non ci fosse alcuna prescrizione. A quel punto l’assessore Antonio Cappelletti, che ha incassato apprezzamenti per il lavoro svolto, ha sbottato: «Quattro anni fa quando la precedente amministrazione ha avviato il percorso di definizione del regolamento, facendo quello che è a mio giudizio un buon lavoro, è di fatto andato a stuzzicare la Soprintendenza chiedendo una raffica di pareri e sopralluoghi, salvo poi non concludere mai l’iter col risultato di aver solo incrinato i rapporti». Lettura dei fatti che, va detto, il Pd ha respinto in blocco.
Arredo urbano Nel mirino anche la partecipazione secondo le opposizioni, oltre al Pd qui in rinforzo è arrivato anche Giampaolo Emili di Due Mondi e Elisa Bassetti di M5s, completamente mancata. «Confronti – è stata la sostanza della replica di Cappelletti – ce ne sono stati, ma da parte delle categorie non c’è stata la disponibilità a un confronto più ampio» che potrebbe essere avviato in relazione alla concessione degli 11 mesi di occupazione di suolo pubblico, istanza storica dei commercianti. Intanto Spoleto, capofila in Umbria, si è dotata di un dettagliato regolamento sull’arredo urbano.
