di C.F.
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Via libera anche del consiglio al bando per la riqualificazione e gestione della piscina comunale. Come già emerso in commissione l’operazione che gli uffici del Comune si preparano a definire tecnicamente prevede un investimento di 785 mila euro da parte del privato in cambio della gestione per i prossimi 15 anni dell’impianto natatorio di piazza D’Armi, con la partecipazione economica dell’ente in fase di valutazione, ma che potrebbe oscillare intorno ai 60 mila euro annui a titolo di contributo di gestione.
Bando per la piscina comunale La delibera è stata approvata con 14 voti favorevoli, 6 contrari (il gruppo Pd) e un astenuto (Cretoni di Forza Italia), a margine dell’illustrazione della pratica, affidata alla dirigente Stefania Nichinonni e al consigliere delegato allo sport Roberto Settimi, e di una discussione che non ha mancato di far registrare attriti tra i vari schieramenti. Come noto per centrare la riqualificazione dell’impianto, la precedente amministrazione aveva avviato un project financing su proposto presentato dal Consorzio Abn, modificato dall’attuale giunta, ma andato deserto. Da qui la costituzione di un’Ats (associazione temporanea di scopo) tra le due società sportive che dall’ottobre scorso gestiscono l’impianto e il ritorno della pratica negli uffici chiamati a definire una strategia per centrare la riqualificazione della piscina comunale.
Timori per istruttori e personale In questo senso è approdata rapidamente lo schema di bando in commissione e poi in consiglio dove i democratici, tra questi Paolo Martellini, hanno dato voce ai timori della trentina di operatori, tra gli otto ex soci della coop che per anni ha gestito la piscina e istruttori, che con l’ingresso di un privato rischiano di veder ridimensionato la possibilità di lavoro, se non di perderlo direttamente.
Cardarelli: «Non lasceremo solo chi ha tenuto aperto impianto» In questo senso il sindaco Fabrizio Cardarelli si è impegnato a scongiurare tragici epiloghi a livello occupazione: «I tagli del governo e la situazione del nostro bilancio – ha detto in aula – non ci consentono di individuare soluzioni alternative a quelle che prevedono la collaborazione di un privato, ma faremo tutto il possibile per non lasciare sole le persone che stanno contribuendo, in questi mesi, a tenere aperto l’impianto e se la pratica ha subito di recente un’accelerazione è perché non possiamo più attendere».
Tariffe, quote e società sportive A stretto giro infatti l’ente sarà chiamato a investire altre risorse per sistemare la seconda corsia e consentire l’apertura estiva della vasca esterna, ma più in generale sono i conti che impongono un cambio di passo sulla piscina, il cui bilancio nell’ultimo anno è risultato in rosso per circa 200 mila euro a forza di manutenzioni. Strettamente connessa al futuro degli istruttori anche il nodo delle tariffe massime che l’ente inserirà nel bando e alle quale il privato dovrà attenersi, ma che rischiano di causare, come evidenziato da Massimiliano Capitani, contraccolpi su quote pagate dalle famiglie per i corsi e quindi sulle attività delle due società sportive.


