di C.F.
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«Nel 2014 il tribunale di Spoleto ha iscritto 368 richieste di sfratto, eppure abbiamo contezza di 10 alloggi pronti ma non assegnati, semplicemente perché mancano piccoli interventi di modesto valore economico». A lanciare l’allarme sull’emergenza abitativa nel comprensorio di Spoleto sono direttamente i rappresentanti di Sunia (sindacato degli inquilini e assegnatari), affiancati da quelli dello Spi (pensionati) e da tutta la Cgil che mercoledì mattina hanno annunciato l’apertura della vertenza casa e l’imminente richiesta di un tavolo di confronto con gli amministratori comunali.
Tribunale di Spoleto, nel 2014 oltre 350 sfratti Nella camera del lavoro di San Nicolò si sono accomodati il segretario regionale Mario Bravi e i sindacalisti Ivan Berrettini e Cristian Benedetti che sul tavolo hanno subito messo i dati sugli sfratti nel 2014 forniti dal tribunale di Spoleto. In particolare, le richieste di sfratto per morosità sono state 368, di cui 320 hanno ottenuto ordinanza di convalida, decisamente più contenuto il dato sugli sfratti per finita locazione, appena 35, di cui 28 eseguibili. Un confronto col passato non è possibile perché i dati in questione non interessano solo il territorio dello Spoletino, ma anche quello del Folignate e del Tuderte, tuttavia per la Cgil «il fenomeno è allarmante come conferma il numero crescente di inquilini che si rivolge ai nostri uffici e occorre – dice Berrettini – intervenire prima che la situazione diventi esplosiva».
Sunia-Cgil: «Dieci case popolari disponibili» Di fronte al dramma di famiglie morose, i sindacalisti non tardano a denunciare la presenza a Spoleto di una «una decina di alloggi di edilizia residenziale pubblica praticamente pronti per essere abitati, ma che non lo sono perché mancano piccoli interventi, come la tinteggiatura». E anche per questo che Bravi ha annunciato l’apertura di una «vertenza casa che coinvolga Comune, Ater, Regione e gli stessi proprietari immobiliari nel tentativo di contenere i rischi sociali del fenomeno». Sullo sfondo storie di drammi quotidiani che si consumano silenziosamente in città, complici i ritardi con cui i lavoratori, specie se del comparto edile o agricolo, percepiscono gli stipendi: «C’è chi ha 4 mensilità arretrate chi 6 – ha spiegato Benedetti della Fillea – gente che sgobba e finché ha potuto non ha mai pagato i canoni in ritardo, ma è ovvio che se i soldi non entrano si fatica anche a pagare le mense scolastiche dei figli».
Detrazioni per assegnatari ers Sul punto Berrettini ha voluto bacchettare anche la Regione «sensibile al tema dell’emergenza abitativa – ha detto il responsabile di Sunia – tanto da aver pubblicato nell’ultimo anno 5 diversi bandi per sostegno alla locazione, ma per tre di questi siamo ancora in attesa delle graduatoria, mentre gli altri due non hanno mostrato risultati particolarmente brillanti, forse – conclude – sarebbe meglio tarare diversamente questi strumenti». In attesa che il primo tavolo della vertenza casa venga calendarizzato, dal sindacato si informano gli assegnatari di alloggi popolari della possibilità di detrazioni annuali fino a 900 euro.
