Dopo il via libera alla progettazione, da cui era emerso lo stop al cambio di destinazione d’uso, per il complesso monumentale di San Nicolò di Spoleto chiuso dai terremoti dell’ottobre 2016 arriva la gara per l’esecuzione di 1,5 milioni di lavori di miglioramento sismico, che riguarderanno la ex chiesa.
Una nota del Comune di Spoleto, infatti, ha spiegato che è stata «avviata la procedura negoziata, invitando 15 ditte a presentare la propria offerta entro lunedì 8 settembre». In questo quadro, l’ente ha abbozzato anche un cronoprogramma per la riconsegna alla comunità e alle istituzioni culturali del territorio della ex chiesa di San Nicolò, in base al quale l’avvio dei lavori post sisma avverrebbe entro la fine del 2025, mentre la conclusione del cantiere un anno dopo, quindi tra le ultime settimane del 2026 e le prime del 2027.
«Parallelamente prosegue l’iter per la valorizzazione del complesso monumentale di San Nicolò attraverso la creazione di un hub multifunzionale, culturale, sociale e creativo, grazie al finanziamento di 2,5 milioni di euro», è scritto nella comunicazione del municipio, che ha ottenuto questi fondi dal cosiddetto Pnrr sisma (tecnicamente Piano nazionale complementare), impegnandosi a creare a un partenariato speciale pubblico privato.
In questo quadro è il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, a dire che gli uffici «stanno lavorando alla presentazione della proposta progettuale definitiva e alla formalizzazione del partenariato con due obiettivi principali: assicurare la rapida ed efficace attuazione degli interventi necessari a rendere San Nicolò un centro polifunzionale per congressi, spettacoli, mostre e performance e procedere all’affidamento della gestione delle attività e i servizi previsti dal progetto tramite concessione ai partner privati».
