di Chiara Fabrizi
Sarebbero alcuni profilati in acciaio utilizzati per realizzare il camminamento del ponte pedonale sul Tessino a non avere convinto il collaudatore che, ad inizio settimana, era arrivato nel cantiere di via del Tiro a segno per eseguire alcune prove. Dalla presunta irregolarità rilevata alla segnalazione al Consiglio superiore dei lavori pubblici il passo è stato breve, brevissimo. E per questo il Comune si è rivolto, preventivamente, alla procura della Repubblica depositando una segnalazione su tutta la vicenda.
Presunte irregolarità per l’acciaio L’acciaio utilizzato per il camminamento avrebbe delle specifiche tecniche non conformi ai capitolati del progetto. In parole povere la lega in ferro e carbonio che compone la passerella pedonale non avrebbe le stesse caratteristiche previste dalle carte del progetto. Ad accorgersi delle presunte irregolarità sarebbe stato un tecnico arrivato da Roma per eseguire le canoniche operazioni di collaudo che precedono la consegna dei lavori.
A pochi giorni dalla consegna Sì, perché l’opera che avrebbe dovuto collegare il parcheggio della mobilità alternativa alle scale mobili, unendo le due sponde del fiume Tessino, era praticamente ultimata. Sul ponte strallato erano già state fatte le ultime finiture, tanto che per l’inizio di febbraio era stata programmata la consegna dei lavori. Inutile dire che alla luce della segnalazione al Consiglio superiore dei lavori pubblici e, a seguire, alla procure della Repubblica di Spoleto il cantiere di via del Tiro a segno potrebbe subire un brusco stop.
Ponte non gradito Il ponte comunque non è mai andato giù né agli spoletini né tanto meno alle associazioni ambientaliste. Le proteste dei residenti della zona, che sostenevano di essere stati informati a progetto già diventato esecutivo, si sono protratte per diverse settimane, poi però l’aria è stata cantierata, i lavori sono partiti e gli abitanti di via del Tiro a segno si sono rassegnati alla presenza del nuovo «vicino», dotato di un pilone di sostegno alto circa dieci metri da cui partono gli stralli, corde di sostegno, per l’intera struttura.
L’esposto degli ambientalisti E anche le associazioni verdi della città (Italia Nostra e Legambiente) si erano attivate immediatamente per contestare la realizzazione di un’opera a loro dire impattante. I dubbi degli ambientalisti erano perlopiù legati alla possibilità che la posizione in cui è stata realizzata l’opera, ai piedi di colle Sant’Elia su cui è edificata la Rocca albornoziana, rientrasse nel sito Natura2000 e quindi fosse sottoposta a più stringenti vincoli paesaggistici.

