L'opera di Borondo a Palazzo Collicola

Seconda lettera aperta al sindaco e all’assessore alla cultura per salvare le opere murali all’interno di Palazzo Collicola, che rischiano di sparire. A inviarla i consiglieri comunali di opposizione Camilla Laureti, Luigina Renzi, Stefano Lisci, Marco Trippetti e Carla Erbaioli tornano a suonare l’allarme sull’iniziativa del neo direttore del museo di arte contemporanea, Marco Tonelli, «che sta procedendo alla cancellazione del progetto “Collicola on the Wall”, ossia opere che per la nostra città – scrivono i cinque di opposizione – hanno un valore non solo artistico ma anche economico, essendo stimato intorno ai 500 mila euro e il Comune stesso ha pagato molte delle opere: cancellarle vuol dire perdere un patrimonio di cui oggi conosciamo il valore economico che è però incalcolabile a quanto possa ammontare in futuro». Sulla vicenda la Laureti ha anche lanciato una petizione su change.org.

Dai banchi di opposizione la scelta viene definita «scellerata il cui unico obiettivo sembra eliminare ogni traccia della direzione passata del museo», guidato per quasi dieci anni da Gianluca Marziani. Da qui la richiesta a Umberto De Augustinis e ad Ada Urbani invitati da Laureti e gli altri a «far cambiare idea al direttore, facendogli capire che quei muri dipinti sono parte del patrimonio artistico di questa città. Cercate di trovare soluzioni alternative alla cancellazione di opere murali che hanno un valore economico per Spoleto ma anche un valore artistico e un valore affettivo per tanti noi cittadini. In questi anni ci siamo abituati alla pareti con le opere di Sten Lex, Moneyless e altri tra cui anche degli spoletini e ci dispiacerebbe poterlo rivedere da ora in poi solo nel, seppur ben fatto, catalogo del progetto “Collicola on the Wall”».

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