martedì 23 luglio - Aggiornato alle 19:45

Spoleto, cambia tutto a Palazzo Collicola: neo direttore Tonelli punta sulla collezione

Sarà trasferita al secondo piano e nuovo catalogo, l’impegno per Francis Bacon. Addio all’Oasi, incognita On the wall: «Non è un centro sociale»

Marco Tonelli, neo direttore di Palazzo Collicola

di Chiara Fabrizi

La collezione permanente trasloca dal piano terra al secondo piano per «conservare, valorizzare e comunicare il patrimonio del museo e della città». E nuovo percorso museale da incardinare su «tematiche e figure imprescindibili, come il Premio Spoleto, Spoleto ’62, Leoncillo Leonardi e Sol Lewitt». Ma anche l’impegno a lavorare per agganciare «un’esposizione dei 40-45 disegni di Francis Bacon conservati alla Tate di Londra». Parte da qui il progetto per Palazzo Collicola del neo direttore Marco Tonelli, 47 anni, scelto dalla nuova amministrazione comunale per raccogliere l’eredità di Gianluca Marziani, per quasi dieci anni alla guida del museo comunale dedicato all’arte contemporanea.

Tonelli punta sulla collezione E le coordinate tracciate venerdì mattina da Tonelli, arrivato con un incarico triennale, sono esplicitamente distanti da quelle fissate dal suo predecessore, «perché – dice il sindaco De Augustinis, al suo fianco insieme all’assessore Ada Urbani – occorre sempre un cambiamento per progredire, per approdare a qualcosa di migliore e sono sicuro che Tonelli non deluderà nostre aspettative». Oltre ad annunciare lo spostamento della collezione permanente al secondo piano, la pubblicazione di un nuovo catalogo e soprattutto «un nuovo allestimento pronto al massimo per il prossimo Festival di Spoleto, che costerà meno del budget» annuo del museo che vale 70 mila euro, Tonelli segna subito le priorità del suo incarico triennale, rilevando «l’obbligo di esporre al massimo le opere di Leoncillo, su cui occorre anche procedere con l’inventario e le assicurazioni alla luce delle nuove quotazioni». Sul tavolo anche la volontà di «digitalizzare l’archivio» dello stesso Leoncillo e di «aggiornare con una serie di donazioni la biblioteca Carandente», che Tonelli vuole elevare a «centro studi sull’arte contemporanea», stimolando anche la collaborazione con «la Quadriennale di Roma, che ha documenti inediti di Carandente».

Le mostre Al piano terra, senza la collezione permanente, resterà il wall drawing di Sol Lewitt «fiore all’occhiello di Palazzo Collicola, ma su cui va affrontata la questione restaurativa perché – dice Tonelli – ci sono fessurazioni e cadute di colore». Sempre per l’artista statunitense, morto quasi dodici anni fa, Tonelli mette in cantiere anche «una grande mostra per raccontare il rapporto di Sol con la musica seriale», ma sul fronte mostre, con Palazzo Collicola finora abituato a esposizioni che ruotavano al ritmo delle stagioni proprio in quel suo piano dedicato alla collezione permanente, il quarantasettenne storico dell’arte avverte: «In questa fase le mostre che posso mettere in programma non possono essere di grande respiro, tuttavia ho già chiesto a Giuseppe Penone di pensare a una mostra a partire da Leoncillo».

«Non è un centro sociale» A segnare la virata su Palazzo Collicola anche l’addio all’Oasi Collicola che sarà smantellata, con le opere lì collocate che dovrebbero lasciare Spoleto «fermo restando che sono qui senza documentazione e senza assicurazione», è stata la stigmatizzazione di Tonelli. Da decifrare, poi, le sorti della serie On the wall con cui una ventina di artisti hanno realizzato opere sugli intonaci interni ed esterni del museo comunale: «Alcune resteranno, ma molte di quelle trasmettono in maniera eccessiva l’aspetto di un centro sociale, di uno spazio metropolitano di una periferia romana, e forse Palazzo Collicola non è propriamente questo». Cambia tutto.

@chilodice

I commenti sono chiusi.