di Chiara Fabrizi
Perso l’ultimo corso per 480 sovrintendenti e timori per le lezioni del 2017. Ci ha pensato il terremoto a lesionare le certezza costruite a fatica sulla Scuola di polizia di Spoleto dove, dopo che il ministero dell’Interno era riuscito a spuntare un dimezzamento dei canoni, ora si fanno i conti coi danni provocati dalla tremenda scossa del 30 ottobre.
Danni alla Scuola di polizia La questione è finita al centro di un incontro andato in scena giovedì pomeriggio a Villa Redenta tra il sindacato autonomo di polizia (Sap) e il sottosegretario Gianpiero Bocci. Qui è stato affrontato quanto accaduto lo scorso 23 novembre quando in base a una relazione redatta da una società privata sono spuntate alcune criticità nelle palazzine degli alloggi e quelle in cui si svolgono le lezioni. Di fronte al verdetto di temporanea inutilizzabilità emesso dagli ingegneri su parte della Scuola di polizia che è stata quindi evacuata nei locali indicati dai tecnici esterni. Sul punto il Sap stigmatizza il metodo: «Precludere l’accesso e l’utilizzo di alcune palazzine tra cui gli alloggi sulla base di una valutazione tecnica scritta da una società privata senza interpellare le autorità dello Stato deputate al controllo e alla sicurezza in caso di eventi sismici (vigili del fuoco e prociv, ndr) è motivo di grande disappunto».
Addio a 480 corsisti e timori per il futuro Anche perché, come emerso all’incontro con Bocci, il prossimo 5 dicembre non scatterà a Spoleto l’ultimo ciclo del 26esimo corso per vice sovrintendenti, ossia non arriveranno in città 480 poliziotti: «Al sottosegretario, che condivide lo sconcerto e il rammarico per quanto accaduto, è stata esternata la preoccupazione per il futuro della Scuola di polizia anche in vista della riunione del 6 dicembre quando al Viminale si discuterà la chiusura di alcuni presidi di polizia nell’ambito della spending review». La paura è che il terremoto finisce con l’incrinare le prospettive faticosamente costruite intorno all’istituto di Spoleto. In questo senso il Sap evidenzia come «le zone terremotate non necessitano solo di solidarietà ma soprattutto di tutela del lavoro che si concretizza con la salvaguardia degli indotti economici, come la Scuola di polizia una realtà che incide sulla depressa economia locale».
«Lavori siano rapidi» Le lesioni ad alcune colonne, questo risulta, sono poi state attenzionate anche dai vigili del fuoco che avrebbero ridimensionato il verdetto dei tecnici. Ma comunque il terremoto ha reso necessari alcuni interventi intorno ai quali la prefettura di Perugia ha avviato insieme alla proprietà del complesso immobiliare riunioni tecniche e modalità di ripristino dei locali della Scuola di polizia. Ed è proprio intorno ai lavori che si concentrano i timori del Sap: «E’ necessario che vengano eseguiti – concludono – prima della partenza dei corsi del 2017 per evitare di consegnare a un territorio già ferito ulteriore sofferenza». In questo senso il sindacato riferisce l’impegno del sottosegretario Bocci, che segue in prima persona gli sviluppi della delicata questione.
@chilodice

La soluzione perfetta per non prendersi colpe politiche per la chiusura…