Il feretro di Morichelli in piazza Duomo

di Chia.Fa.

«Lo conosco fin da ragazzino, Spoleto perde un uomo di grande libertà e ironia». Con queste parole si apre l’omelia di monsignor Luigi Piccioli, vicario della Diocesi di Spoleto-Norcia, e amico di lungo corso del giornalista Sandro Morichelli spentosi sabato all’età di 88 anni nella sua abitazione circondato dalla moglie Lidia e dalle figlie Bianca, Maria e Alessandra. Tanti quelli che lunedì mattina in Duomo si sono stretti intorno alla famiglia per manifestare vicinanza ma anche affetto e rispetto verso il cronista che non hai mai smesso di raccontare la sua città, la più bella del mondo come amava definirla. Il feretro è stato trasportato a spalla lungo tutta la scalinata e la piazza per poi essere deposto di fronte all’altare della cattedrale. La funzione religiosa si è aperta con un canto in lingua spagnola eseguito da un familiare con la chitarra, mentre tra i banchi prendevano posto il sindaco Fabrizio Cardarelli, buona parte della giunta, molti consiglieri comunali e tutta la comunità di piazza del Mercato, dove Sandro ha sempre vissuto: «Quanta libertà, originalità, dignità c’è stata nell’agire di Sandro – ha detto monsignor Piccioli – il suo cammino è stato segnato da ironia e ilarità ma soprattutto delle sue capacità e dal suo spirito perché Sandro era sempre alla ricerca di qualcosa di meglio per sé e per gli altri, non voleva mai perdere tempo. Lo conosco fin da ragazzino – ha proseguito il presule – quando d’estate veniva nella sua villa di famiglia a San Giacomo e vi garantisco che quando c’era non passava mai inosservato. Ma quanto ha scritto, quanto si è impegnato per quella frazione, lo ha fatto sempre con un’attenzione vera e sincera, sempre orientato come era a guardare oltre». Dalla carriere d’atleta nelle file del Cus Roma, dove ha frequentato l’università, fino alla cronaca prima sportiva e poi del territorio a cui è sempre stato profondamente legato. Migliaia gli articoli scritti da Morichelli nei dodici anni trascorsi a La Nazione e altrettanti passati Corriere dell’Umbria, tanto Festival dei Due Mondi ma anche la politica, la banca, i piccoli e grandi fatti che di volta in volta animavano la città. Fino agli ultimi tempi quando, nonostante l’età, ha ripreso le sue cronache utilizzando i social: «Sandro giorno dopo giorno si è aperto all’incontro con Dio senza mai piegarsi raggiungendo infine – ha detto monsignor Piccioli – quella compostezza dignitosa di chi sa che sta per avere un incontro grande. Merito è anche della moglie Lidia sempre al suo fianco con una cura grandiosa, signorile e semplice; a lei e alle figlie dico avrete sempre qualcosa di Sandro intorno». E lo stesso vale per Spoleto che ha abbracciato un’ultima volta Morichelli.

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