di Chiara Fabrizi
Spoleto dice addio per la terza volta al titolo di Capitale italiana della cultura. Dopo l’esclusione dal concorso nel 2016 e nel 2017, martedì il ministero dei Beni e delle attività culturali ha chiuso la porta in faccia alla città del Festival anche per il 2018, escludendola dalla short list delle finaliste.
Spoleto dice addio al titolo di Capitale italiana della cultura La giuria presieduta da Stefano Baia Curioni ha infatti selezionato all’unanimità i dossier presentati dai Comuni di Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo torinese e Trento. Il concorso, che mette in palio un milione di euro da destinare alla realizzazione degli interventi progettati, prevede per gennaio l’audizione delle dieci città finaliste dopodiché il 31 dello stesso mese arriverà la proclamazione della città Capitale italiana della cultura per il 2018. Ventuno i progetti vagliati dall’organismo del Mibact guidato da Baia Curioni che ha spiegato: «Abbiamo ricevuto molte proposte di elevata qualità – riferisce il presidente Baia Curioni – a dimostrazione che le città candidate hanno saputo combinare insieme cultura, partecipazione e creazione di capitale sociale. È il segno che anche grazie alla Capitale italiana della Cultura la capacità di sviluppare progetti integrati è cresciuta su tutto il territorio nazionale».
Il dossier curato da Quaranta Le tre candidature di Spoleto sono state tutte curate da Gianni Quaranta, il premio Oscar e assessore alla Cultura di Spoleto fino ad alcune settimane fa quando, nell’ambito del rimpasto di giunta, il sindaco Fabrizio Cardarelli gli ha revocato le deleghe con notevoli strascichi politici per assegnarle a Camilla Laureti, che sta seguendo anche il turismo. Il dossier per la candidatura 2016-2017 Spoleto porta delle culture, città modello di pace e civiltà era incardinato attorno alla figura concettuale delle porte a cui corrisponde un riferimento storico e concettuale e una serie di progetti, ad esempio, alla porta delle generazioni fa riferimento il progetto della Biennale internazionale dell’arte infantile, un Festival di musica pop e di musica elettronica, un progetto per la valorizzazione e diffusione della lettura e un festival internazionale della creatività senile. Per il secondo dossier, quello presentato per tentare di ottenere il riconoscimento nel 2018, erano stati compiuti una serie di modifiche, ma il progetto inviato al Mibact elaborato con diverse associazioni del territorio non è mai stato presentato alla città. In ogni caso la giuria ministeriale non ha ritenuto all’altezza la proposta, escludendola fin dalla prima fase.
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