di Chia.Fa.
«Abbiamo chiesto tempo per verificare cosa fare, perché c’è la necessità di controllare una serie di atti che ci sono pervenuti e sui quali serve un approfondimento». Così il sindaco Umberto De Augustinis in aula sul polo scolastico antisismico di San Paolo, che prevede la delocalizzazione di due scuole di Spoleto con inagibilità di tipo E, ossia la media Dante Alighieri e la materna Prato fiorito di viale Martiri della Resistenza.
De Augustinis prende tempo La richiesta di ulteriore tempo avanzata dalla giunta comunale di Spoleto era emersa nei giorni scorsi, ma è stata confermata al consiglio comunale direttamente dal sindaco e magistrato di Cassazione De Augustinis, che ha riferito di «un incontro a Perugia con l’assessore regionale Antonio Bartolini in merito al terremoto». Qui oltre alla cautela sul polo scolastico antisismico di San Paolo, è anche emerso che «per un paio di immobili pubblici il Comune sarà stazione appaltante, come per Palazzetto Ancaiani per il quale procederemo in via diretta». Sul polo scolastico, comunque, l’avvio delle procedure di gara è se non altro rinviato di alcune settimane, verosimilmente almeno a settembre, quando l’Ufficio speciale per la ricostruzione, guidato dall’architetto Alfiero Moretti, attende dal municipio indicazioni sul futuro del progetto, arrivato venerdì scorso a validazione e già costato alcune decine di migliaia di euro in progettazione e non solo, ma quanto ammonti la spesa già sostenuta non è per ora chiaro.
Nuovo polo scolastico L’iter, nel caso andasse avanti, prevederebbe la pubblicazione della gara per l’aggiudicazione della progettazione esecutiva e dei lavori veri e propri: in questo caso a pubblicare l’appalto sarebbe Invitalia, l’agenzia del ministero dello Sviluppo economico. La mossa di De Augustinis, comunque, non è una sorpresa e già in campagna elettorale il magistrato, 67 anni da compiere a breve, aveva apertamente sostenuto la necessità di vagliare con grande cautela il polo antisismico di San Paolo, contestato sia sulla scorta di alcune relazioni di fine 2016 dell’Università di Tor Vergata che non rilevavano danni gravissimi, sia per la delocalizzazione e quindi l’addio alle sedi storiche delle scuole, soprattutto per la Dante Alighieri, che però è stata costruita in un’area di frana, mentre non è mai stata troppo gradita l’area individuata dall’amministrazione precedente. In base a verifiche compiute, risulta che nel caso l’ente rinunciasse al progetto di San Paolo perderebbe i fondi già stanziati per il polo scolastico, si tratterebbe di 12 milioni complessivi, ma non naturalmente il diritto di accedere al contributo di ricostruzione per le due scuole danneggiate dai terremoti del 26 e 30 ottobre 2016. Certo è che i fondi andrebbero stanziati, verosimilmente nel prossimo piano di ricostruzione degli edifici scolastici, che è atteso tra fine anno e inizio 2019.
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