di Chia.Fa.
Quanto successo al Centro trasfusionale di Spoleto ad un donatore della locale Avis ha dell’incredibile. Dopo il prelievo e il canonico tamponamento della veno-puntura, il sangue depositatosi sul cotone ha tratteggiato con forme perfette un piccolo cuore. L’associazione in una nota spiega: «A noi avisini, piace credere che tale fenomeno sia la sana esaltazione della bontà di un gesto, quale la donazione, che tanti uomini e donne compiono spontaneamente per il bene di altri».
Il cuore di sangue Fatto sta che l’evento ha suscitato un certo interesse tanto tra i tanti donatori dell’Avis quanto tra il personale medico e infermieristico che si è trovato ad assistere al particolare fenomeno capitato qualche giorno fa e reso noto solo in queste ore dall’associazione stessa. La notizia, comunque, ha fatto ben presto il giro della città e, come l’Avis aveva previsto, le interpretazione intorno a quel cuore perfetto disegnato con il sangue di un donatore si moltiplicano. «A volte nella vita accadono fenomeni inspiegabili – si legge nella nota Avis – in questi casi molti si affidano alla casualità, altri alla fede, altri ancora si sforzano di ignorarli, ci piace comunque far conoscere ciò che è recentemente avvenuto al Centro Trasfusionale di Spoleto, in occasione di una donazione».
I numeri dell’Avis Spoleto:«Siamo sempre di più» Del resto che la sezione locale dell’associazione sia negli anni riuscita a sensibilizzare la città, cuore di sangue a parte, intorno al delicato tema delle donazioni è un dato di fatto. A palare, infatti, sono direttamente i numeri. In una città di poco meno di 40mila abitanti i donatori effettivi sfiorano le 2mila unità, con un incremento medio annuo di circa 150 nuovi soci, mentre i «donatori giovanissimi» sono 325. I soci sostenitori sono, invece, 1.323 e i soci già donatori 825. Numeri che portano a far gravitare intorno alla sezione spoletina dell’associazione oltre 4mila persone, 4.010 ad essere precisi.

