Commissione bilancio (foto U24)

di Chia.Fa.

«Il parere è favorevole all’unanimità, tuttavia non possiamo firmarlo fino a quando non ci sarà corrispondenza contabile tra i bilanci redatti con le vecchie e nuove norme, ma giudichiamo critica anche la copertura dell’ultima quota del buco di bilancio (1.8 milioni di euro, ndr) con la vendita del complesso di Giano dell’Umbria (3.3 milioni, ndr) per la quale non è ancora stata pubblicata la gara».

Commissione approva bilancio senza parere revisori Questo in estrema sintesi l’intervento dei revisori dei conti (Isabella Ippolita Soldani,  Simonetta Mischianti e Antonio Torrioli) che mercoledì mattina hanno partecipato all’ultima seduta della prima commissione nell’ambito della quale i consigliere attendevano il loro parere che, però, non è arrivato. Nonostante l’assenza del documento la maggioranza ha provveduto ad approvare il bilancio con 5 voti favorevoli (Proietti, Armadoro, Cretoni, Dell’Anno e Settimini), 2 i contrari (Bassetti e Capitani), rassicurato dall’annunciata unanimità, che va detto mancava dal 2013.

Non c’è corrispondenza contabile tra bilanci A impedire la firma del parere, che si conta di consegnare nella serata di mercoledì o al più tardi giovedì, è la mancata corrispondenza tra alcune posti contabili nel bilancio redatto con le vecchie norme, l’atto che poi formalmente voterà il consiglio, e quello elaborato con le nuove, per quest’anno allegato al previsionale solo a titolo informativo. Sulle cause tanto il dirigente finanziario, Claudio Gori, quanto i tre revisori hanno concordato:  «Il software in dotazione all’ente non ha recepito la decisione del Comune di coprire l’ultima quota del buco da 1.8 milioni di parte capitale con parte degli introiti derivanti dalla vendita di Giano, sempre di parte capitale, ma chiede che si copra con entrate correnti».

Software sotto accusa In questo senso si sta cercando con la società fornitrice del software, operativo da dicembre, di risolvere la criticità formalizzando la variazione, per ora senza successo. Tanto che alla fine il consigliere Maria Rita Dell’Anno sbotta: «La gara l’abbiamo eredita dalla precedente amministrazione, non so come sia possibile, ma io non ricordo una commissione bilancio senza problemi di elaborazione dati, il riaccertamento straordinario per dire è stato fatto a mano eppure paghiamo 50 mila euro al mese». Non solo. Al software viene attribuita anche la responsabilità delle cartelle pazze della Tari che qualche imbarazzo ha creato lo scorso inverno all’amministrazione.

La vendita di Giano e i timori dei revisori Software o meno, il prossimo 4 agosto il previsionale è atteso in consiglio comunale e prima di quella data, giocoforza, ci dovrà essere il parere dei revisori. In attesa delle firme sul documento che si annuncia corposo, 44 pagine, l’organismo di controllo del Comune in commissione ha anche manifestato perplessità sulla mancata pubblicazione della gara per la vendita del complesso fondiario e immobiliare di Giano. «Con questa operazione si conta anche di coprire l’ultima quota di buco di bilancio, ma non è ancora stato pubblicato il bando, per cui c’è il rischio che nel caso in cui non si trovi un acquirente (parte delle proprietà sono affittate, ndr) non ci siano risorse per completare il piano di rientro».

Gori: «Ente a dieta anche per tutto 2016» Uno scenario che Gori ha cautelato, assicurando che il bando sarà pubblicato entro settembre, ma al di là dell’esito la dieta di Palazzo proseguirà fino al 2016 con per chiudere, come visto negli ultimi due anni, con un avanzo di amministrazione che metta comunque in sicurezza i conti.

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