di Chiara Fabrizi
A nove anni dal sisma a Spoleto sbloccata definiticamente l’impasse sul San Nicolò chiuso dai terremoti del 2016. Per l’ex chiesa trasformata da anni in auditorium, infatti, il Comune di Spoleto è riuscito ad aggiudicare i lavori di miglioramento sismico da 1,5 milioni di euro. Il cantiere sarà aperto a gennaio e durerà almeno un anno.
La gara d’appalto per una parte importante del complesso monumentale di San Nicolò è stata vinta dalla ditta Loa costruzioni srl di Roseto degli Abruzzi, che dovrà eseguire una serie di interventi finalizzati «sia a ripristinare la continuità della struttura muraria, incrementandone la resistenza, ad esempio attraverso opere di scuci-cuci su tutte le pareti e volte lesionate, sia a rinforzare le strutture della copertura e a ridurre le azioni trasmesse alle pareti dell’abside poligonali», è scritto in una nota del Comune di Spoleto.
I lavori progettati per San Nicolò e a breve al via «consentiranno anche la realizzazione di sottofondazione in corrispondenza del portale principale per garantire una distribuzione migliore e più uniforme delle tensioni sia in condizioni statiche che dinamiche, interventi di consolidamento e restauro del portale gotico e le opere connesse agli interventi strutturali. quindi intonaci, tinteggiature, opere impiantistiche, riparazione e sostituzione di infissi», è sempre spiegato dalla comunicazione dell’ente.
In fase di approvazione del progetto esecutivo da parte della giunta comunale era emerso, il tentativo compiuto per modifcare la destinazione funzionale della ex chiesa di San Nicolò, da sala espositiva a sala teatrale, come inizialmente era stato previsto con la progettazione definitiva. A stopparlo, provocando qualche ritardo all’iter, è stata di fatto la normativa antincendio e la carenza di fondi. Col documento istruttorio allegato alla delibera di giunta, infatti, si è appreso che il comando provinciale dei vigili del fuoco, nell’ambito della procedura di approvazione del progetto, aveva chiesto al Comune di Spoleto alcune integrazioni «necessarie per rilasciare il parere sulla conformità del progetto ai fini antincendio», a fronte del cambio di destinazione funzionale della ex chiesa di San Nicolò. La grande sala storica, infatti, prima della chiusura causata dal sisma del 2016 «era stata temporaneamente allestita a sala teatrale, acquisendo di volta in volta il parere positivo della commissione pubblico spettacolo». Da qui il tentativo di cambio di destinazione funzionale che però non è andato in porto, perché avrebbe «comportato molteplici interventi da progettare e quantificare economicamente» e che non erano coperti finanziariamente dal contributo sisma né sono risultati coerenti con i tempi dell’intervento di miglioramento sismico. Alla fine, dunque, l’amministrazione comunale di Spoleto ha formalizzato «l’intenzione di mantenere la destinazione d’uso del San Nicolò a sala espositiva». Nella ex chiesa, dunque, gli spettacoli continueranno ad avere bisogno ogni volta del via libera della commissione pubblico spettacolo.
A parlare del cantiere del San Nicolò come «di un intervento atteso e strategico, che coniuga la messa in sicurezza dell’edificio con il rispetto della sua identità storica e architettonica» è stata giovedì mattina l’assessora Manuela Albertella, che ha poi sottolineato come «investire nella salvaguardia del nostro patrimonio significa restituire alla comunità spazi più sicuri e pronti a essere nuovamente vissuti, rafforzando al tempo stesso il legame tra memoria, cultura e futuro».
