‘Scaricabarile all’italiana’, così l’Unione sindacati di base definisce l’atteggiamento degli esponenti politici tendente a declinare le responsabilità sull’organo immediatamente superiore «eppure – scrivono dalla federazione provinciale Usb di Terni – la soppressione delle Province è una decisione eminentemente politica».

La questione «Le Province vengono soppresse per un progetto politico, non per ragioni economiche, non per risparmiare e razionalizzare. Infatti la stessa Corte dei conti, in audizione alla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, ha confermato che la soppressione delle Province non porta nessun risparmio. Perché nessuno contabilizza i danni della cancellazione dei servizi, conseguente alla cancellazione di questi enti?»

Le responsabilità Questa sorta di immobilismo, secondo il sindacato, alimenta un populismo maligno ed ignorante, che continua a vedere nel lavoro pubblico la madre di tutti i mali, conducendo una campagna di diffamazione e menzogne: «In tutta la vicenda – attaccano – la parte peggiore, la più bieca, è comunque quella relativa ai dipendenti, trattati come una volta si trattavano i ‘figli di nessuno’. È possibile che, ad oltre due anni dalle prime avvisaglie, ancora non si sappia se e come verranno ricollocati tutti i dipendenti delle province? Esiste un problema politico – spiegano – perché non si avvia un’operazione senza un piano complessivo, un progetto completo, e chi lo fa o è incapace o è un imbroglione. Esiste un problema morale – proseguono nell’elenco -, laddove dirigente è colui che non si sente investito della responsabilità di risolvere in maniera generale il problema dei problemi»

Il consiglio «La verità – affermano duramente dall’organizzazione sindacale – è che i politici di ogni colore e partito ed a tutti i livelli istituzionali, non hanno mai affrontato con intelligenza e determinazione un piano completo di riordino generale della pubblica Amministrazione e, quindi, anche dei servizi svolti dalle Province, divenute uno specchietto per allodole oltre che vittime di un’azione sbagliata ed inefficace. I lavoratori della Provincia – consigliano – debbono subito pretendere di avere un interlocutore in grado di assumere impegni e prendere decisioni e discutere fin da subito di un piano complessivo di ricollocamento, che sia chiaro, organico e completo, da realizzare magari in step di avanzamento. Quanto espresso nel Protocollo sottoscritto in sede regionale e che richiama al principio assolutamente condivisibile di ‘zero esuberi’, va immediatamente praticato.

Umbria «La Regione assuma a sé insieme alle competenze, tutti i dipendenti addetti, senza escluderne alcuno, ridistribuendo poi i servizi e le strutture al territorio. Siccome è ragionevole che tutte le funzioni rimangano nel territorio, anche i relativi uffici con i dipendenti restino sul territorio, garantendo tramite un reale intervento solidale la sostenibilità economica dell’operazione. La parola d’ordine – concludono da Usb – dev’essere ‘dignità’».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.