Invitano a pregare per la popolazione del Giappone colpita dal terribile sisma, i frati di Assisi. Intanto a Perugia i tanti studenti cercano di mettersi in contatto con le rispettive famiglie, non sempre riuscendoci.
I frati pregano Ha invitato a pregare per la popolazione giapponese il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Giuseppe Piemontese, nell’introdurre la tradizionale preghiera del vespro e della Corda Pia nel primo venerdì di Quaresima. Padre Piemontese ha invitato la comunità francescana conventuale di Assisi e i pellegrini presenti a pregare per la popolazione giapponese, «così duramente colpita da un cataclisma di enormità devastanti» e ha chiesto al Signore «per intercessione di San Francesco» di «ispirare nel cuore degli uomini di buona volontà sentimenti ed azioni di fraterna solidarietà», esprimendo «vicinanza alle persone così duramente colpite».
Gli studenti chiamano casa Tra i tanti studenti giapponesi presenti a Perugia c’è molta preoccupazione per quanto avviene in queste ore nel loro Paese. Intorno all’università per Stranieri è difficile trovarli: molti stanno cercando di mettersi in contatto con le famiglie. Tre studenti provengono dalla zona di Sendai, quella più colpita dal sisma. «Tutti hanno provato a mettersi in contatto con le famiglie, ma è difficile perché le linee telefoniche sono bloccate», dice all’agenzia Takeshi Tojo, insegnante di italiano alla Stranieri. «Cercano comunque di tenersi informati – aggiunge – attraverso Internet o con le mail». Lo stesso professor Tojo riferisce di aver avuto difficoltà a contattare i genitori, a nord di Tokyo. «Lì sono caduti oggetti dall’alto – spiega – ma non c’è panico. Casomai apprensione per quello che può accadere nelle prossime ore».

