La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità l’atto di programmazione 2017/2018 in materia di sicurezza urbana, previsto dalla legge ’13/2008′, proposto dall’Esecutivo regionale, su iniziativa dell’assessore Fabio Paparelli.
Soldi ai Comuni Il dirigente regionale Luca Conti ha spiegato che «per il 2017 è previsto uno stanziamento di 175 mila euro, di cui 35 mila andranno al patto Perugia Sicura e 25 mila a Terni Sicura. I restanti 115 mila euro finanzieranno i progetti presentati dai comuni sulla sicurezza urbana. Lo scorso anno – ha aggiunto Conti – ci siamo concentrati sulla video sorveglianza delle zone industriali. Quest’anno, oltre a proseguire su questa strada, è prevista anche la possibilità di finanziare progetti per le barriere anti-intrusione, come ad esempio i pilomat, soprattutto per tutelare le nostre città durante le manifestazioni che prevedono la partecipazione di molte persone. Una esigenza, questa, emersa anche dalle Prefetture. L’obiettivo è quello di conciliare l’estetica dei nostri centri storici con la sicurezza dei cittadini. Il contributo regionale copre il 70 per cento dell’intervento, mentre i comuni si faranno carico del 30 per cento. I progetti possono arrivare al massimo ad un importo complessivo di 50mila euro. La maggior parte dei progetti di videosorveglianza presentati vanno a integrare postazioni che già esistono».
Poche risorse I consiglieri regionali nei loro interventi hanno sottolineato l’esiguità delle risorse, rilevando la necessità di aumentare gli stanziamenti nei prossimi anni. L’atto, tra i vari allegati, contiene anche dei rapporti di ricerca delll’Università di Perugia sulla sicurezza e criminalità in Umbria. Il presidente Smacchi ha proposto di dedicare una seduta della Prima commissione all’esame di questi studi, prevedendo anche un’audizione con gli estensori della ricerca, a partire dal coordinatore professor Stefano Anastasia.
Reati in calo Il vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, esprime soddisfazione. «L’atto tra i suoi allegati – spiega Paparelli – comprende anche la relazione sulla sicurezza in Umbria e un approfondimento sulla vittimizzazione e percezione della sicurezza sui quali la Prima commissione ha deciso di dedicare un’audizione con gli estensori della ricerca». Per il vicepresidente in particolare il rapporto “Criminalità e sicurezza in Umbria” elaborato dall’Università degli studi di Perugia fa emergere un dato decisamente incoraggiante: «il numero complessivo di reati denunciati in Umbria è in costante diminuzione dal 2013».
Dati positivi e preoccupazioni Dal rapporto emerge che «l’Umbria era e rimane una regione sicura. Lo dimostra il dato che la diffusione delle vittime di reato e la loro incidenza sul totale della popolazione residente è inferiore rispetto a quanto generalmente avviene nel resto d’Italia. Infatti, in tutti i reati che provocano la maggior parte di vittime, la regione Umbria evidenzia tassi di diffusione e di incidenza sulla popolazione decisamente più bassi rispetto all’insieme nazionale». Andando nel dettaglio lo studio evidenzia che il numero di omicidi e tentati omicidi registrato nel 2016 è quasi la metà rispetto a quello che si era registrato nel 2010 (14 nel 2016, 25 nel 2010), anche il numero di furti denunciati risulta inferiore (del 12,5 per cento) rispetto al 2010. Inoltre, risultano stabili, ma con tendenza alla riduzione nell’ultimo triennio, le rapine e sono in riduzione anche le denunce relative ai reati connessi alla normativa sugli stupefacenti (-13,6 per cento). «Un trend chiarissimo – secondo Paparelli -. Ci sono però dei segnali di criticità che non possono essere sottovalutati. Fenomeni particolarmente delicati sui quali ci dobbiamo interrogare: da un lato, le percentuali più elevate rispetto al quadro nazionale relativamente ai delitti (+487%) e frodi informatiche (+120%) che rappresentano una significativa emergenza nel panorama dei comportamenti illegali della regione, e dall’altro, la percentuale di estorsioni (+175%) e usura (+267%) anch’essa più elevata rispetto al quadro nazionale, che va sempre tenuta sotto controllo in quanto indice, diretto o indiretto dell’azione di organizzazioni criminali che si muovono con l’obiettivo principale del controllo del territorio».
Approfondimento Il documento di programmazione presentato in Commissione contiene anche un rapporto di ricerca sulla “vittimizzazione e percezione della sicurezza in Umbria” che rappresenta un ulteriore approfondimento qualitativo rispetto ad alcuni reati specifici come la violenza di genere, la tratta, lo sfruttamento dell’immigrazione irregolare o l’usura, che prevede il coinvolgimento di gruppi omogenei di persone sul territorio regionale per la realizzazione di Focus Group o di interviste dirette a soggetti particolarmente informati che hanno visto coinvolti: studenti, associazioni fondazione contro l’usura, sindacati, medici e operatori del pronto soccorso, polizia municipale, anziani, centri anti violenza. L’esito dei rapporti di ricerca sarà oggetto di approfondimenti e di incontri pubblici.

COMPLIMENTI AL DIRIGENTE DOTT.LUCA CONTI !!!!
Complimenti Dott. Conti!!!!